Europa arrostisce e in Francia volano bare, intanto l’Italia fa i compiti per l’anticiclone infernale

Europa arrostisce e in Francia volano bare, intanto l’Italia fa i compiti per l’anticiclone infernale

Fine maggio? No, è il bel tempo dei tropici europeo ma senza spiagge o cocktail a disposizione. Una bolla d’aria calda, che pare studiata da qualche mente geniale del caldo estremo, decide di piazzarsi proprio sopra l’Europa occidentale e di insistere con temperature talmente alte da far sembrare il Sahara un posto un po’ freschino. Parliamo di anomalie termiche positive fino a 10 gradi in più rispetto al consueto, e per giorni interi, così, tanto per gradire.

Ovviamente, questa situazione da sauna continentale non poteva non lasciare qualche “segno”. In Francia, ad esempio, ci sono già i primi… oh, scusate, morti. Sette, per la precisione. La portavoce del governo, Maud Bregeon, ha dichiarato con grande partecipazione quanto segue.

Maud Bregeon said:

“Ci sarebbero sette decessi legati direttamente o indirettamente al caldo. Faremo un bilancio a fine ondata.”

Perché ovviamente con queste temperature fuori controllo ci si può anche permettere di interpretare la causa della morte un poco “a piacere”. Sembra infatti che due persone si siano annegate in Gironda, altre qua e là in varie province, mentre due più atletiche sono decedute facendo sport – tanto per dimostrare che muoversi all’aperto con 40 gradi può essere una pessima idea, ma sempre meno peggio che andarci con un po’ di buon senso, immagino.

Ma il bel tempo africano si diverte anche nel Regno Unito, che finora conosciamo per un’altra caratteristica: la sua rinomata freschezza e piovosità cronic comoda a cliché. Ebbene, l’Inghilterra meridionale si trasforma in una fornace con «afa estiva fuori stagione», allerta meteo attiva da venerdì e da tenere attiva almeno fino a oggi, perché la cultura del pre-allarme, come si vede, qui non manca mai.

Quindi ieri notte Londra ha fatto segnare una minima da 19,2 gradi: un vero record storico in 100 anni di rilevazioni, ed è un minimo. Ma non è finita qui: la temperatura massima ha schizzato oltre i 34 gradi, battendo il record del 1922 da 32,4. Una sana follia meteorologica, insomma, che ha lasciato allegro tutto l’arcipelago e ci ha regalato più esaurimenti nervosi che mai.

In Italia, per non essere da meno, ci siamo attrezzati con i nostri famosissimi bollini colorati, che ormai sappiamo essere la risposta ufficiale a qualunque crisi da caldo o freddo. Per ora sono dodici le città del Centro-Nord a ricevere un bel bollino arancione, con la cifra che salirà a 14 mercoledì, giusto per mantenere un po’ di suspance.

Il prestigioso bollettino sulle ondate di calore — sponsorizzato dal ministero della Salute — ci informa infatti che l’anticiclone africano si è piazzato definitivamente sopra la penisola, mandando così in tilt le nostre già vessate arterie urbane.

Dove il clima si fa incandescente

Tra le vittime designate di questa prima fiammata estiva troviamo le città di Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Viterbo, tutte in allerta arancione, il colore che dice: “Siamo seri, tieniti pronto a scioglierti”. Nel frattempo, quintali di bollini gialli adornano Genova, Latina, Milano, Napoli e Verona, mentre alcune fortunate località al Sud, come Ancona, Bari, Cagliari e compagnia bella, possono ancora respirare con il bollino verde, oppure fingere di farlo.

Ovviamente, a Torino e dintorni ci si prende qualche piccola soddisfazione locale con un bollino rosso, l’apice dell’allerta, con picchi lunari come 36 gradi e una “temperatura percepita” che poi è semplicemente un invito subliminale a non uscire di casa manco per uscire il cane. Oh, ma non temete, perché si chiama impropriamente così, almeno ci fanno sentire più colti.

Bollini in crescita e temporali come sorpresa finale

Mercoledì 27 maggio sarà il giorno del decollo definitivo: altre città salgono a 15 per la fascia arancione, aggiungendo Latina, Milano e Verona, tutte pronte a soffrire con un livello 2 di allerta. Nel frattempo, 6 città sventolano un pallido giallo (la versione estate del “Non è grave ma fa caldo”), mentre solamente 6 temerarie rimarranno verdi come prati ancora freschi.

E per chi pensava che la festa del caldo sarebbe durata in eterno, ecco la ciliegina sulla torta: fino a giovedì si continua così, e poi sulle montagne del Nord-Est, sapete, quei posti sullo sfondo delle cartoline, potranno nascere temporali a sorpresa nel pomeriggio. Come dire: “Vi diamo il caldo da un lato e un bagnetto bagnato dall’altro, perché non vorremmo mica farvi annoiare.”

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