Dopo ben 26 lustri di dominio incontrastato, il centrodestra ha finalmente ceduto Parabiago. Sì, la gloriosa roccaforte della Lega, che governava come un despota illuminato da più di trent’anni, ora deve arrendersi a un outsider. Il candidato del centrosinistra, Giacomo Sartori—senza nemmeno la scomodità di un simbolo di partito—ha staccato di netto la contendente Marica Slavazza, appoggiata da un variegato assortimento di forze politiche degne di una sagra di liste civiche: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e la sua personale squadra in salsa civica. Il risultato finale? Un roboante 58,47% contro un magro 41,53%, roba da far impallidire qualunque sondaggista in erba.
L’esito è stato definito “bulgaro”, e non a caso: Sartori ha dominato in 22 sezioni su 23, quasi fosse il Messia del voto popolare. Un risultato che, al netto delle apparenze, ha dello stupefacente: in una cittadina dove il centrosinistra era quasi una specie estinta, ci si aspettava sì una sfida, ma non un cappotto così rumoroso. Peraltro, in 81 anni di storia repubblicana, la città ha visto appena due sindaci di area centrosinistra, e anche quelli in circostanze più che controverse: una volta nel dopoguerra con Cornelio Zadra e un’altra tra il 1995 e il 2000 con Marica Mereghetti, favorita da un centrodestra dilaniato e diviso in campo.
Qui il dettaglio storico, che fa tanto “ricostruzione documentata”:
1945-1951 – Cornelio Zadra (Partito Socialista Italiano)
1951-1956 – Ferruccio Selmi (Democrazia Cristiana)
1956-1964 – Carlo Bernini (Democrazia Cristiana)
1964-1970 – Dionigi Carlo Nebuloni (Democrazia Cristiana)
1970-1975 – Arturo Volpi (Democrazia Cristiana)
1975-1992 – Renzo Fontana (Democrazia Cristiana)
1992-1993 – Commissario prefettizio (Chissà perché…)
1993-1995 – Alessandra Padoan (Lega Nord)
1995-1995 – Commissario prefettizio (di nuovo, eh)
1995-2000 – Marica Mereghetti (Lista Civica “Per Parabiago”)
2000-2010 – Ing. Olindo Bruno Garavaglia (Lista Civica “Gente di Parabiago”)
2010-2015 – Franco Borghi (Il Popolo della Libertà)
2015-2026 – Raffaele Cucchi (Lega Nord)
2026-attuale – Giacomo Sartori (Lista civica centrosinistra).
Questa volta la sfida elettorale era così scintillante che si presentavano solo due candidati, quasi un duello all’ultimo sangue in una cittadina con meno di 30mila anime. Nessun ballottaggio possibile, visto che per arrivarci occorreva un’estrazione a sorte, tipo flip di moneta con voto patinato. A sorpresa, anche il vincitore Sartori ha finto di non sapere nulla fino quasi a sera (immagino sia stata una strategia da maestro del silenzio), dicendo a mezza voce: “Non voglio sentire nessuno”. Solo quando i numeri sono diventati irrimediabilmente favorevoli si è materializzato al comitato elettorale.
Nel frattempo, nelle ore precedenti, il nostro eroe mostrava un Excel con i risultati storici, quasi a dire: “Quei dati non mentono, il centrodestra comanda”. Peccato che poi la realtà gli abbia dato una batosta, magari più amara di un espresso mal preparato. D’altra parte, il test primaverile aveva già qualche segnale: il referendum sulla giustizia di marzo aveva visto un deciso 56% di “Sì” proprio a Parabiago, con un’affluenza del 62%, il che altro non significa che gli elettori sanno far valere la loro dose di controcanto.
“Saremo l’amministrazione di tutti”
In serata è arrivata la dichiarazione di rito, nel più puro stile politico autoassolutorio: il primo pensiero va alla sconfitta Marica Slavazza, sì, perché per galanteria si fa così. Un telefonata “molto cordiale” e un invito a lavorare tutti insieme, come se fosse tutto rose e fiori. “Saremo l’amministrazione di tutti” ha annunciato Sartori, come se il diverso schieramento politico fosse solo un dettaglio di poco conto, e il mantra dell’unità fosse la panacea per ogni male futuro.
“Sarò il sindaco di tutta la città”, continua, mentre negli angoli nascosti della storia politica di Parabiago si continua a ridere sommessamente. “Questo è lo spirito con cui abbiamo condotto la campagna e così resterà. Dovremo ascoltare anche chi è all’opposizione, con la collaborazione di tutti.” Parole squisitamente meditate dopo decenni di egemonia indiscussa di un solo schieramento.
Se guardiamo più da vicino, la maggioranza si presenta a trazione civica. La lista Riparabiago si è accaparrata un sontuoso 41,4% di consensi, mettendo in fila tutte le altre compagini con ampio margine. La lista Parabiago Domani, che vantava tra i suoi aspiranti consiglieri esponenti del Partito Democratico, si è fermata a poco meno del 9%, mentre Parabiago al Centro — raccolta di esponenti da chissà dove — ha visto una performance ancora meno scintillante.
Il prossimo consiglio comunale si preannuncia una bella ricetta di equilibri sottili e contraffatti: otto consiglieri per Riparabiago, uno per Parabiago Domani e un altro per Parabiago al Centro. Di là, giusto la dose standard di tre di Fratelli d’Italia, due della Lega, mentre Forza Italia e la civica di Slavazza dimostreranno ancora una volta la dolorosa arte dell’esclusione. No passaran.
Il labirinto elettorale del centrodestra milanese
Per il centrodestra milanese questa tornata è un vero rompicapo: tra i nove comuni chiamati al voto – Baranzate, Bollate, Corsico, Cuggiono, Legnano, Magnago, Parabiago, Segrate e Vittuone – c’è solo un piccolo scintillio di successo: Vittuone, dove il centrodestra trionfa con il 59,84%, lasciando l’avversario con il mesto 40,16%. Una vittoria tutto sommato solitaria, quasi una consolazione di fine stagione.
A Legnano, la situazione è quella classica della sfida all’ultimo voto: si va al ballottaggio, con il centrodestra e il suo candidato, Mario Almici (Fdi), aggrappato quasi al collo del sindaco uscente Lorenzo Radice del centrosinistra. Saranno poi le scelte strategiche dei candidati esclusi a fare la vera differenza. La mai doma Carolina Toia, ex leghista che sembra aver preso una simpatia passeggera per l’oscuro Futuro Nazionale di Vannacci, si intasca un rispettabile 10%. Meno eclatante ma non meno interessante, il 6% del sostenuto da M5s, Avs, Rifondazione e una civica Federico Amadei, che sembra più una spolverata che un vero fan club.
A Baranzate invece succede l’imprevedibile: la vera forza non è quella di centrodestra o centrosinistra, ma una civica guidata dalla carismatica Manuela Occhipinti, che con un soddisfacente 63% umilia entrambi i contendenti – il centrosinistra al 25% con Luca Elia e il centrodestra, ridotto a un impietoso 11,6%.
In sostanza, il centrodestra milanese, con i suoi sforzi titanici, ci regala un copione da teatro dell’assurdo: un solo piccolo trionfo, un paio di ballottaggi in bilico e qualche sconfitta umiliante. Ma si sa, la democrazia è così: un po’ ironica, decisamente imprevedibile e, soprattutto, molto divertente per gli spettatori esterni.



