Controlli periodici sui veicoli: eurodeputati finalmente pronti a litigare col Consiglio

Controlli periodici sui veicoli: eurodeputati finalmente pronti a litigare col Consiglio
Parlamento Europeo ha deciso di andare avanti con quella che chiamano “revisione” dei requisiti per i controlli periodici di revisione delle automobili. Perché aggiornare i controlli “tecnici” ogni tanto non bastava forse?

Secondo il mandato confermato, i deputati sono entusiasti all’idea di offrire agli automobilisti più possibilità per far controllare la propria vettura. Peccato che non vogliano neanche sentir parlare di ridurre la cadenza delle revisioni per auto e furgoni vecchiotti, cioè oltre i dieci anni: si resta dunque al solito burocratico controllo ogni due anni, niente annuale, grazie.

La lotta all’inganno del chilometraggio truccato – quell’arte di falsificare i contachilometri nelle auto usate per farle sembrare più giovani – riceve un piccolo sostegno. Le officine saranno obbligate a registrare i chilometraggi, mentre i produttori di veicoli “connessi” dovranno inserirli in un database nazionale. Per fortuna, perché non vorremmo mica ricoprire di noiose incombenze anche le piccole e medie imprese, questa regola scatterà solo se la riparazione supera un’ora. Un colpo al vezzo burocratico senza esagerare, insomma.

Il Parlamento ha inoltre convenuto che i controlli su strada non si debbano limitare alle automobili, ma devono abbracciare anche moto, furgoni, camion e autobus. Il tutto per filtrare le emissioni inquinanti e, naturalmente, rispedire alla revisione quei veicoli che sembrano una minaccia ambientale ambulante. Finalmente possiamo respirare – o almeno illuderci di farlo – grazie a questi controlli incrociati.

Il relatore Jens Gieseke (EPP, Germania) guiderà la squadra del Parlamento nelle trattative. Per chi ama i dettagli, è disponibile la posizione negoziale e anche un sommario dei punti chiave, per immergersi nei meandri della burocrazia europea.

Ah, e questo voto è arrivato dopo che il gruppo politico PfE ha chiesto di mettere in discussione la decisione presa il 5 maggio 2026 dalla Commissione Trasporti e Turismo. Tutto rigorosamente nel rispetto del Regolamento 72, perché la forma conta più che mai.

Un po’ di contesto per capire il gran polverone

Non scordiamoci che l’anno scorso la Commissione Europea ha messo in campo un pacchetto – che suona un po’ come un mix di norme rassicuranti e complicazioni inutili – per aggiornare gli standard minimi sui controlli delle auto, i documenti di registrazione e i controlli sulla strada. Il Parlamento non si è certo fatto pregare e ad aprile ha già definito le regole per i documenti di registrazione, in una sorta di “mini-passo avanti” nella giostra normativa.

Insomma, tra un po’ potrebbero volerci più certificati, meno tempo tra i controlli e più registrazioni chilometriche – ma senza esagerare, eh, che nessuno vuole rovinare la giornata agli officinisti o all’automobilista che, si sa, non vede l’ora di perdere ore nell’attesa di un controllo. Un vero capolavoro di equilibrio europeo, tra sicurezza, ambiente e burocrazia, condito da una sana dose di “mettiamola giù leggera”.

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