Metro trasformata in ring: borseggiatrice scatenata molla una cinghiata e il malcapitato finisce all’ospedale

Metro trasformata in ring: borseggiatrice scatenata molla una cinghiata e il malcapitato finisce all’ospedale
Comitato sicurezza per Milano, si è ritrovato a fare i conti con una lezione sulla “microcriminalità” molto più pratica di quanto si aspettava. Il ragazzo, identificato come L.B., ha subito un’aggressione da parte di una borseggiatrice e ne è uscito con evidenti ferite al capo e alle mani. Tutto documentato da immagini che, come sempre, aggiungono quel tocco di realtà cruda che fa sempre piacere.

Ma procediamo con ordine. L.B., armato del suo spirito volontario e, presumibilmente, di una dose di incoscienza, si era unito ad altri due membri del Comitato per monitorare le performance delle bande di borseggiatrici nei pressi della Stazione Centrale di Milano. Un’ambientazione da film d’azione, con protagonisti che, purtroppo, non hanno scelto il copione.

Il giovane eroe delle periferie urbane avrebbe notato alcune volti “familiari” (per usare un eufemismo) e con la sua voce squillante ha pensato bene di allertare i malcapitati passeggeri gridando “Attenzione al portafogli!”. Un atto di coraggio che, come tutti sappiamo, premia sempre.

Le borseggiatrici – evidentemente allergiche a qualsiasi forma di educazione civica – hanno risposto con la più elegante delle reazioni: un’aggressione violenta. Come? Colpendo i poveri volontari con borse (neanche a dirlo). Nel caso di L.B., avrebbe colpito proprio la fibbia della borsa di una delle giovani criminali, regalandogli così una ferita sanguinante in testa degna di un trauma da corsia d’ospedale. Nulla di meno.

Parliamo poi delle escoriazioni sulle mani, quelle simpatiche piccole ferite che sembrano mettere il tocco finale a una performance da film di bassa lega.

Le ladre non si sono nemmeno degnate di sprecare inchiostro per una lettera di scuse, dileguandosi con la stessa velocità con cui si dileguano le buone intenzioni. Nel frattempo, L.B. è stato trasportato in ambulanza a Città Studi, per essere medicato (giusto un paio di punti, immagino) e ora dovrà sopportare una settimana di convalescenza. Naturalmente, i carabinieri sono stati avvisati e il lieto evento è stato registrato con una bella denuncia. Pronti a un sequel, immagino?

Quella strana idea di sicurezza cittadina

Che il volontariato in materia di sicurezza possa sembrare una buona idea per chi vuole apparire attivo e impegnato, è un dato di fatto. Quello che sfugge, però, è la capacità di leggere la realtà senza trasformare una semplice problematica urbana in un film d’azione con finali tristemente scontati.

Il Comitato sicurezza per Milano sembra aver intrapreso una strategia basata sull’eroismo individuale piuttosto che su un’efficace azione coordinata con le forze dell’ordine. Peccato che la realtà, soprattutto quella metropolitana, non si cura delle buone intenzioni e offre un palcoscenico troppo reale per mettere in scena qualche scena da supereroi improvvisati.

Naturalmente, applaudiamo la buona volontà di giovani come L.B., ma non possiamo non notare come questa dinamica sveli le incongruenze di un sistema di sicurezza che lascia il compito più delicato nelle mani… diciamo, meno preparate.

La microcriminalità o l’arte di sorvegliare l’ovvio

Provare a contrastare la microcriminalità con metodi che somigliano a una ronda fai-da-te non è solo un segnale della fallimentare politica urbana, ma anche un invito al paradosso. Nel tempo in cui si investono risorse pubbliche per sistemi di sorveglianza ultra tecnologici, si affida il compito a ragazzi in assetto volontario che rischiano la pelle semplicemente nel tentativo di avvisare gli altri.

Magari la prossima volta si potrebbe organizzare un corso di autodifesa per i volontari, o meglio ancora un workshop su “Come non farsi picchiare mentre fai l’eroe in metro”. Dopotutto, la sicurezza urbana dovrebbe essere una questione seria, non lo spettacolo di un wrestling metropolitano.

Ma evidentemente, mentre in teoria tutti protestano per la criminalità dilagante, in pratica si preferisce lasciare tutto nelle mani di qualche novello paladino che rischia di tornare a casa con il medico in ambulanza come souvenir. E non parliamo mica di un film, qui si tratta della realtà più amara.

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