Il tracciato della tappa, strade bloccate e gli eventi che proprio non potete perdervi (o forse sì)

Il tracciato della tappa, strade bloccate e gli eventi che proprio non potete perdervi (o forse sì)

Un appuntamento sportivo che ogni volta riesce a trasformare Milano in un campo minato viabilistico, con relativo caos e malumore diffuso tra cittadini e pendolari. Domenica 24 maggio 2026, la città meneghina si prepara ad ospitare l’arrivo della 15ª tappa del Giro d’Italia. Come d’abitudine, la carovana del celebre evento ciclistico invaderà la città al termine di una frazione piatti come una pizza margherita, partita da Voghera e transitata da Pavia.

I corridori, dopo essere entrati in città da via della Chiesa Rossa, affronteranno un circuito finale lungo 16,3 chilometri da ripetere quattro volte consecutivamente. Carte in tavola? Ampi vialoni, rettilinei interminabili, appena qualche curva: il perfetto connubio per una volata degna di nota o, più verosimilmente, per creare un’area designata al blocco totale della città.

Ovviamente, per garantire la passerella ai corridori e uno spazio adeguato per i mezzi dell’organizzazione, Milano dovrà serrarsi come un fortino. Parcheggi vietati e strade chiuse a partire da sabato sera sono solo il preludio all’inevitabile agitazione.

Strade chiuse e posteggi vietati: preparatevi al blocco totale

Il magico Comune di Milano ha da poco ufficializzato il piano supremo delle chiusure. Dalle 11:30 di domenica le strade interessate all’evento saranno interdette ai veicoli fino al termine della tappa, previsto intorno alle 18. Una piccola curiosità: la lista delle strade isolate al traffico è lunga quanto la lista degli inviti a una cena di gala, includendo arterie importanti come via della Chiesa Rossa, via San Domenico Savio, piazza Abbiategrasso, viale Toscana, piazzale Loreto (sì, percorsa addirittura in contromano), corso Buenos Aires, e molte altre splendide vie che, per l’occasione, diventeranno semplici ricordi.

Chi pensava che posteggiare la propria auto fosse semplice, ripensaci: il divieto di sosta con rimozione forzata scatterà alle 18 di sabato e persisterà fino alle 18 di domenica. Insomma, se avrete la brillante idea di lasciarci la macchina, potreste trovarla letteralmente sparita, trasferita in un luogo misterioso e non meglio precisato dalla rimozione comunale.

Il trasporto pubblico verso la rivoluzione “aornare”

Naturalmente, non può mancare il tocco di classe che trasforma il trasporto pubblico di Milano in un gigantesco puzzle da risolvere. L’azienda dei trasporti ha preparato uno schema di deviazioni da far impallidire anche i più navigati pendolari, soprattutto per metropolitane, tram e autobus tra le 11:00 e le 19:30, i momenti di massima “joie de vivre”.

Per cominciare in bellezza, la stazione Palestro della linea M1 sarà chiusa a partire dalle 12:00. Non preoccupatevi, sempre meglio usare le stazioni vicine di Porta Venezia o San Babila, perché viaggiare comodamente non è mai una priorità.

Il tram non è da meno, e organizza deviazioni e sospensioni degne di una saga infinita: la linea 3 salta tra Gratosoglio e piazza XXIV Maggio, il 5 cambia percorso e non passa più tra Lazzaretto e Ortica, il 9 va completamente in sciopero volontario e non circola dalle 11 alle 18:30, e il 15 mette in campo autobus sostitutivi che più sostitutivi non si può.

Non mancano le limitazioni per le linee 12, 16, 19 e persino le interruzioni parziali per 24 e 27, che si vedono costrette a ridisegnare i loro percorsi per assecondare i desideri della carovana ciclistica. Un vero capolavoro di pianificazione.

Per i quasi romantici amanti dell’autobus e del filobus, la lista delle soppressioni e delle deviazioni è da capogiro: le linee 90 e 91 vedranno sospeso il servizio nella tratta tra Zara e Romolo, mentre le linee 61, 65 e 79 faranno un sonnellino niente male durante tutta la giornata dell’evento.

La ciliegina? Una selva di altre linee tra 33, 39, 47 e un’infinità di numeri pedestresca viene privata di interi tratti o mandata disordinatamente a zigzag tra deviazioni e cambi. Il Comune, con solito zelo, consiglia di affidarsi allora alle metro M2, M3 e alla nuova M4, che, miracolosamente, continueranno a correre… salvo sempre l’eccezione della chiusura di Palestro.

In definitiva, preparatevi a un’infusione di pazienza, percorrenze infinite e la possibile (forse?) opportunità di riscoprire quel vecchio hobby ormai dimenticato chiamato camminare. Perché a Milano quando lo sport chiama, la città risponde… con una paralisi totale del trasporto e della viabilità.

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