Giovani in monopattino sfidano la legge con coltelli e cutter, ma la fuga finisce qui

Giovani in monopattino sfidano la legge con coltelli e cutter, ma la fuga finisce qui

Un inseguimento degno di un thriller hollywoodiano, ma ambientato nel magico e tranquillo Parco Nord di Sesto San Giovanni. Qui, in una giornata come tante, la polizia ha deciso di inscenare uno spettacolo di sicurezza urbana, inseguendo non un ladro di diamanti, ma due giovani cittadini egiziani armati, o meglio, armati… di coltelli da cucina e cutter.

La scena si apre con i due eroi della delinquenza locale che, alla vista delle forze dell’ordine, sfoderano il coraggio di una fuga… sul loro potente mezzo di trasporto: un monopattino elettrico. Il tutto sembra una grottesca corsa sui campi di calcio: velocità moderata, ma grande agitazione. Peccato però che la fuga finisca bruscamente, praticamente sul posto, con la polizia che li blocca prima che possano nemmeno pensare di premere il turbo.

Quando la situazione si fa seria, i nostri amici vengono perquisiti e – sorpresa! – spuntano fuori un coltello a serramanico con lama lunga 8,5 centimetri, già pronto per ogni eventuale sfida da bar, e un cutter nascosto nel manubrio del monopattino. Sí, avete letto bene, nel manubrio: evidentemente il genio criminale ha pensato bene di costruire centri nascosti degni dei migliori film di spionaggio.

Immaginate l’ispettore che, invece di trovare i soliti taser o manganelli, si ritrova a fissare un cutter ben mimetizzato nel monopattino. Epico. Una vera e propria “arsenale elettrica” da strada, con lame da collezione nascoste tra acceleratore e freno.

Un futuro brillante nel mondo della resistenza… a pubblico ufficiale

Ma le vicende non finiscono qui: il controllo ha rivelato che uno dei due era anche irregolare sul territorio nazionale. Ah, che novità! La ciliegina sulla torta di un pomeriggio di ordinaria amministrazione spesso rovinata da chi decide di evadere la legge in più consapevolezze.

Come premio per la loro “bravura”, entrambi sono stati gentilmente invitati a rispondere alle solite accuse: resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi da taglio. Insomma, niente di cui preoccuparsi troppo, solo qualche vaga accusa per chi ha deciso che la città e la legge fossero un optional.

Morale della favola: nel regno delle lame nascoste nel manubrio e delle fughe a bordo di monopattini, la legge non ci mette molto a mettere fine ai giochi, anche se la sceneggiatura sembrerebbe scritta da qualche fervido amatore di commedie grottesche. Ma chissà, forse qualcuno vuole solo farci ricordare che anche in un parco tutto verde può succedere di tutto, purché ci sia un coltello da qualche parte.

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