La flotilla della resistenza globale e Ben-Gvir in manette perché essere attivisti in Israele è un privilegio che si conquista sul campo

La flotilla della resistenza globale e Ben-Gvir in manette perché essere attivisti in Israele è un privilegio che si conquista sul campo
Israele, Itamar Ben-Gvir, ha pensato bene di farsi un tour guidato nel porto di Ashdod, dove tiene in ostaggio – con tanto di manette e bende – gli attivisti della Global Sumud Flotilla, quei coraggiosi che hanno osato navigare verso Gaza. Ovviamente, il tutto documentato in video pubblicati sul suo profilo X, con tanto di “accoglienza” in pieno stile da padrone di casa incallito: “Benvenuti in Israele, questa è casa nostra”, urla mentre passa fra i prigionieri ammanettati stesi a terra.

Ma non finisce qui: in un altro filmato, uno degli attivisti si avvicina speranzoso a Ben-Gvir, ma viene prontamente immobilizzato a terra dagli agenti dello Shin Bet. Nel frattempo, tra slogan patriottici come “Am Yisrael Chai” (“Il popolo di Israele vive”) e l’inno “Hatikva” in sottofondo, il ministro si concede una riflessione da grande esperto della situazione: “Sono arrivati pieni di orgoglio, ecco come li abbiamo ridotti. Non sono eroi, ma semplici sostenitori del terrorismo”.

Per concludere con il tocco di classe che non può mancare, Ben-Gvir addirittura chiede al primo ministro Netanyahu di “consegnarli a lui” per assicurarli “per lungo tempo” nelle prigioni antiterrorismo. Insomma, un invito a nozze per chi sogna giustizia sommaria e detenzioni preventive senza diritto di appello.

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