Ma non finisce qui: in un altro filmato, uno degli attivisti si avvicina speranzoso a Ben-Gvir, ma viene prontamente immobilizzato a terra dagli agenti dello Shin Bet. Nel frattempo, tra slogan patriottici come “Am Yisrael Chai” (“Il popolo di Israele vive”) e l’inno “Hatikva” in sottofondo, il ministro si concede una riflessione da grande esperto della situazione: “Sono arrivati pieni di orgoglio, ecco come li abbiamo ridotti. Non sono eroi, ma semplici sostenitori del terrorismo”.
Per concludere con il tocco di classe che non può mancare, Ben-Gvir addirittura chiede al primo ministro Netanyahu di “consegnarli a lui” per assicurarli “per lungo tempo” nelle prigioni antiterrorismo. Insomma, un invito a nozze per chi sogna giustizia sommaria e detenzioni preventive senza diritto di appello.



