Crans Montana brucia e intanto tre ragazzi fanno il giro dell’ospedale: tappa finale riabilitazione al Niguarda, ovvio

Crans Montana brucia e intanto tre ragazzi fanno il giro dell’ospedale: tappa finale riabilitazione al Niguarda, ovvio

Al Centro ustionati dell’ospedale Niguarda, il numero di ragazzi ancora ricoverati per le ferite riportate nell’incendio di Crans Montana si è ridotto a tre, un traguardo che non sorprende nessuno vista la proverbiale lentezza degli avanzi del sistema sanitario italiano. Ovviamente, non è finita qui: entro dieci giorni, questi superstiti saranno «gentilmente» trasferiti in centri di riabilitazione, dove, udite udite, si trova già un altro ferito che non ha proprio niente da invidiare a questa lunga odissea medica.

Franz Wilhelm Baruffaldi-Preis, chirurgo plastico e ricostruttivo nonché direttore del Centro ustionati di Niguarda, ha deciso di regalarci qualche chicca a margine di un convegno sulla maxi emergenza grandi ustionati all’ospedale Cardarelli di Napoli. Spiega con la calma olimpica di chi sa che nessuno lo può contraddire: “I ragazzi, da un punto di vista riparativo e ricostruttivo, stanno molto bene e sono in procinto di essere trasferiti in centri di riabilitazione.” Tradotto: per fortuna sopravvivono, anche se solo per ora.

Continuando con la favola, aggiunge che “quelli rimasti avevano percentuali più alte di superficie corporea ustionata, e abbiamo dovuto continuare a operarli in tutti i modi, perché il danno era gravissimo.” Se non fosse tragico, sarebbe quasi affascinante osservare la profonda umiltà nel dover ancora “tentare” di fare qualcosa dopo tutto questo tempo.

Le cure infinite e il laser magico

Il professor Baruffaldi-Preis ci informa che il divertimento non finirà presto: “Dovranno fare cure per alcuni anni.” Curioso come si parli di anni e non di qualche settimana o mese, come se tutto questo fosse un normale e scontato percorso di tortura a tempo indeterminato.

Ah, ma c’è di più! La ciliegina sulla torta: un nuovissimo laser di ultima generazione, appena acquistato dal Niguarda, promette miracoli da fantascienza. “Permette di schiarire e di elasticizzare le cicatrici” – no, non stiamo parlando della bacchetta magica di Harry Potter, ma quasi – il tutto accompagnato da un servizio di riabilitazione che include massaggi con macchine meccaniche per un linfodrenaggio di alta precisione, perché ovviamente senza un team umano che suda dietro alle macchine non sarebbe lo stesso.

Il professor conclude con un tono quasi profetico: “Dobbiamo aumentare le ore di attenzione perché la cicatrice lavora ventiquattro ore al giorno.” Una sinfonia di sarcasmo e realtà dura a morire, dove le cicatrici sono protagoniste di un vero e proprio turno ininterrotto, come i burocrati delle nostre strutture pubbliche.

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