Che sorpresa! Luca Zingaretti e i libri hanno più di un semplice rapporto, è quasi una love story degna di un romanzo d’appendice. Non solo la passione per la scrittura, ma una vera e propria vocazione che lo ha portato a trasformare pagine di carta in pellicole e serie tv. Non contento di impersonare il mitico Commissario Montalbano partorito dalla mente di Andrea Camilleri, si è lanciato nella trasposizione di altri personaggi letterari che, grazie a lui, sono passati dalla carta allo schermo con successo: un esempio su tutti è Lolita Lobosco di Gabriella Genisi, di cui ha comprato i diritti e che ha avuto la fortuna – o la sfortuna, dipende dai punti di vista – di finire nelle mani di Luisa Ranieri.
Per non farsi mancare nulla, l’ultima chicca è il romanzo autobiografico di Daniele Mencarelli, La casa degli sguardi, che ha rappresentato il debutto dietro la macchina da presa per il nostro caro Zingaretti. Un vero e proprio uomo multitasking del cinema, insomma.
L’evento al Salone, naturalmente, non poteva che essere organizzato in collaborazione con l’illustre Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. Insomma, quando si parla di cinema in Italia, tutto deve brillare di almeno tre patacche di prestigio accademico e institutionale.
Allo stand de La Stampa, in un momento che rasentava quasi la sacralità, Zingaretti ha spaziato dal cinema ai rapporti con i figli, passando per la sua passione per il calcio e, ciliegina sulla torta, il suo amore per la città di Torino. Insomma, un uomo troppo normale e passionale perché noi comuni mortali possiamo davvero capirlo.



