Un’incursione che ha attirato tutti i migliori soccorritori: 118, vigili del fuoco e polizia stradale hanno fatto a gara per intervenire tempestivamente, dimostrando quanto l’efficienza pubblica sappia brillare nei momenti più caotici.
Il misero bilancio: fortunatamente senza drammi
Nel grande festival del tamponamento, quattro persone si sono aggiudicate il ruolo di protagonisti: un uomo e tre donne tra i 51 e i 76 anni. Nonostante la coreografia degli scontri e il caos ricreato, nessuno ha riportato ferite serie. Il personale sanitario dell’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu) ha prestato un primo soccorso sul posto, dimostrando che la sorte può essere un po’ più clemente quando meno te lo aspetti.
Naturalmente, oltre ai medici, anche i vigili del fuoco hanno brillato mettendo in sicurezza i veicoli, mentre la polizia stradale di Novate ha giocato alla detective, raccogliendo prove per ricostruire il grande enigma della dinamica del sinistro. Tutto ciò con la collaborazione del personale di Anas, impegnato a rimuovere gli ostacoli e riportare la carreggiata all’ordine.
L’autostrada si trasforma in parcheggio: circolano solo “curiosi” e pazienti
Ovviamente, il traffico non poteva rimanere impunito dopo questo show. Le conseguenze si sono fatte sentire, e non poco, su entrambi i sensi di marcia:
In direzione Torino: una coda da record si è formata tra il bivio A4/Raccordo Tangenziale Est di Milano e Cormano. Gli avvisi di Autostrade per l’Italia hanno segnalato tempi di percorrenza da collezione, fino a 53 minuti, con un ritardo superiore ai 40 minuti rispetto alla normalità. E tutto questo già dal chilometro 140, ovviamente.
In direzione Trieste, la situazione speculare ha regalato uno spettacolo che avrebbe fatto invidia al miglior reality: tra Cormano e Sesto San Giovanni (al km 129.9) le code non erano dovute a incidenti, ma ai cosiddetti “curiosi”. Queste anime gentili rallentavano il passo, con lo sguardo fisso sull’altro lato dell’autostrada, curiosi come se fossero a bordo pista a tifare nel gran premio del disastro. Insomma, come dire: meglio perdere tempo a sbirciare che a guidare.



