Modena, il vicino che fingeva di non sapere ma notava benissimo che qualcosa non tornava da un anno

Modena, il vicino che fingeva di non sapere ma notava benissimo che qualcosa non tornava da un anno

“Non sapevamo nulla di eventuali disturbi mentali, ma qualcosa avevamo notato, visto che non parlava più come una volta e si evitava il consueto saluto alla gente. Era cambiato, più o meno da un anno e mezzo, forse due”, ha confessato con grande sprezzo di sorpresa il vicino di casa di Yass, il ventitreenne responsabile del famoso “assalto” a Modena con la sua vettura che ha colpito una folla innocente.

In un prodigioso esercizio di logica, il nostro testimone ha anche giurato che “la religione non c’entra nulla: lui non seguiva nemmeno il Ramadan, non era un tipo credente”. Del resto, chi mai penserebbe che un’auto lanciata a folle velocità contro delle persone possa avere motivazioni diverse dal semplice malessere interiore? Nulla di geopolitico o religioso, no no, solo qualche problema personale non dichiarato.

In ogni caso, è confortante sapere che certe spiegazioni banali e puerili si affacciano subito come rassicurazioni perfette per chi, ovviamente, non cerca davvero di capire il groviglio di cause sociali, psicologiche e culturali dietro a simili tragedie. Un dettaglio di poco conto, insomma, mentre si affollano le sentenze immediate e superficiali.

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