Ah, Milano si prepara a ospitare ancora una volta il glorioso Giro d’Italia. Per la novantesima volta sotto la sveglia Madonnina, il Comune ha deciso di tirar fuori dal cilindro “Aspettando il Giro”, un carrozzone di eventi, mostre e competizioni degne di una vera festa cittadina. Perché si sa, non c’è nulla di meglio che celebrare con un calendario fitto fitto di attività quella corsa sulle due ruote che, evidentemente, fa tremare tutta la città.
Il cuore pulsante di questo festival self-made sarà il mitico Velodromo Vigorelli, questa vecchia gloria milanese della velocità che, per dieci giorni abbondanti, spalancherà le sue porte a ciclisti sfegatati e a chiunque voglia respirare un po’ di quella “magia” rosa. Una specie di santuario dove passato e futuro si incontrano in nome del pedale.
Una Maglia Rosa da museo e il ricordo del leggendario Torriani
Dal 24 al 31 maggio, il Vigorelli si trasformerà in un tempio del rimpianto con la mostra “Una vita in Giro”. Una dedica esagerata – ovviamente – alla Maglia Rosa e a Vincenzo Torriani, il celebre patron della corsa che qualcuno, a quanto pare, si è deciso finalmente a mettere sotto vetro. Come ciliegina sulla torta, la mostra è stata organizzata mano nella mano con la famiglia Torriani e il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo. Un giro nel tempo nostalgico fatto di maglie storiche, cimeli originali, foto mai viste e un sacco di materiale d’altri tempi, che promette di farci dimenticare per un attimo le biciclette di oggi – forse).
Future leggende in pista e paladini dei “Giusti”
Prima che i professionisti facciano il loro trionfale passaggio, si festeggia l’avvenire con il “Trofeo Rosa Milanosport” il 20 e 21 maggio. Qui il Velodromo si trasforma in un campo giochi per giovani promesse locali e squadre lombarde, perché qualcuno deve pur preparare la prossima generazione di ciclisti da acclamare.
Contemporaneamente, tra il 20 e il 31 maggio, le tribune del Velodromo ospiteranno una mostra fotografica gratuita dal titolo altisonante: “I Giusti nello Sport”. Un’occasione perfetta per sentirsi moralmente superiori ammirando atleti che, chissà, forse hanno rischiato la pelle per i diritti umani, come Gino Bartali, che casualmente ha salvato centinaia di ebrei durante la guerra, e Harry Seidel, l’atleta berlinese che ha aiutato un centinaio di persone a scappare da un muro ideologico che ancora sembra affascinare più di un politico in cerca di applausi.
Il solito ritornello da Palazzo Marino
Come non poteva mancare, l’assessora allo Sport, Martina Riva, ha sentito il bisogno di rassicurarci tutti con le sue parole da manuale dello sport e della retorica istituzionale.
“Milano è pronta ad accogliere per la novantesima volta una tappa del Giro d’Italia, una corsa che appartiene profondamente alla storia e all’identità sportiva della nostra città.”
“Un appuntamento che vogliamo celebrare con ‘Aspettando il Giro’, un palinsesto di iniziative e attività sportive pensato per unire memoria e futuro e per valorizzare simboli come il Vigorelli.”
Ovviamente, ogni anno la stessa solfa: celebriamo la memoria, guardiamo al futuro, elogiando simboli e piste che, nel frattempo, continuano a sfidare il tempo (e il buon gusto). Non ci resta che aspettare che il Giro sfrecci tra le vie milanesi mentre la città si crogiola orgogliosa del suo ruolo da eterna paladina del ciclismo, almeno fino al prossimo giro.



