Guerra in Iran: dopo l’attacco USA e Israele ecco il solito bollettino di caos in tempo reale

Guerra in Iran: dopo l’attacco USA e Israele ecco il solito bollettino di caos in tempo reale

Donald Trump torna alla carica con minacce dirette all’Iran, ma questa volta ha trovato un modo piuttosto originale di farlo: un’immagine generata grazie all’intelligenza artificiale. Perché limitarsi a parole quando si può sfoggiare una foto super patinata? Sul suo profilo Truth, il caro ex presidente ha mostrato una scena degna di un film di serie B, intitolata «calma prima della tempesta».

Nella foto, lui, sempre con il suo inseparabile cappellino MAGA, punta minacciosamente il dito dritto nella telecamera mentre intorno a lui tempestose onde fanno da sfondo a un esercito navale che, sorpresona, è popolato da navi da guerra iraniane. Il tutto con nuvole grigie all’orizzonte, perché niente dice “guerra imminente” meglio di un cielo carico di presagi apocalittici.

A questo punto, uno si chiede: è un messaggio politico, una trovata per fare il meme del giorno o semplicemente il nuovo modo di Trump di sfidare le tensioni internazionali? In ogni caso, non sorprende che il nostro ex presidente abbia deciso di affidarsi all’intelligenza artificiale per illustrare le sue minacce; dopotutto, se c’è una cosa che gli riesce bene è fare spettacolo, anche se a costo di risultare ridicolo.

Il tono «minaccioso» di una foto costruita

La scelta di utilizzare un’immagine generata da un algoritmo, piuttosto che una foto reale, sembra rincarare la dose di arroganza e paradosso che contraddistingue tutte le sortite del tycoon. Tra effetti speciali improbabili e simbolismi stile fumettone, l’immagine cerca disperatamente di trasmettere un senso di urgenza militare, ma il risultato finisce per assomigliare più a una parodia autoriprodotta.

Le bandiere iraniane che sventolano sulle navi in mezzo alle onde furiose, l’illuminazione dark stile film apocalittico e il volto minaccioso del protagonista di questi show americani mettono in scena un copione così ricco di cliché da risultare più comico che spaventoso. Ovviamente, questa costruzione digitale non ha fatto altro che aggiungere carburante alle critiche più spietate che bollano l’ultimo giro di giostra come puro teatro, privato di qualsiasi reale capacità di diplomazia o di serietà.

Quando la politica diventa un videogioco

Chi si aspettava una nuova strategia o una seria dichiarazione di intenti si è dovuto ricredere. Al contrario, assistiamo all’ennesimo spettacolo mediatico dove l’artefice delle parole gigantesche e delle foto montate è ancora lui: il re del popcorn politico, pronto a scatenare tempeste di pixel piuttosto che reali crisi internazionali.

Forse si tratta di un messaggio diretto alle nuove generazioni, più abituate ai videogiochi e agli effetti speciali che alle complesse realtà della geopolitica; un modo per far sembrare la diplomazia internazionale un semplice livello da superare prima del boss finale. O forse no, e siamo soltanto davanti all’ultima trovata di un personaggio che non riesce a fare a meno di mostrarsi, anche a costo di rasentare il ridicolo.

In ogni caso, da qui alla realtà – quella fatta di negoziati, interlocuzioni, e magari un briciolo di buon senso – il passo sembra più lungo delle onde tempestose che cullano le navi iraniane artificiali sullo sfondo. Ma almeno questo siparietto è servito a ricordarci che, nella politica trumpiana, la verità è solo un optional e l’immaginazione una vera e propria arma di distrazione di massa.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!