Tomahawk: i missili che Trump ha provato a fermare ma che ci tengono ancora in pugno

Tomahawk: i missili che Trump ha provato a fermare ma che ci tengono ancora in pugno
Donald Trump. Il suo veto sull’invio dei missili Tomahawk in Germania non solo complica i piani del Vecchio Continente, ma sembra destinato a mettere in crisi persino la sacrosanta alleanza della Nato. Fantastico, vero? Il signore delle contraddizioni ha davvero superato se stesso.

Per chi ha dimenticato o non si è mai preso la briga di curiosare, i Tomahawk sono missili da crociera subsonici che infestano il panorama bellico fin dal lontano 1983. Hanno fatto la loro apparizione in tutte le grandi feste militari: dalla Guerra del Golfo del 1991 alla fantasmagorica ex Jugoslavia, passando per Afghanistan, Iraq, Libia fino alla tormentata Siria. Tutti questi razzi cari, costano intorno ai due milioni di dollari l’uno, e il loro pezzo forte è la gittata da marziani: superano tranquillamente i 1600 chilometri.

E la chicca? In tutta Europa, a parte il solertissimo Regno Unito, chi può festeggiare con un arsenale “top secret” di questi gioielli high-tech? Nessuno. Zero. Nada. Senza quei missili, i nostri regali europei come Taurus, SCALP o Storm Shadow – che pure vanno molto di moda – con le loro modeste 500 km di gittata sembrano armi da tiro a segno al parco giochi, soprattutto se dovessero mai osare pensare di raggiungere la temutissima Russia. Una tragedia a orologeria.

Un blocco che fa tremare le fondamenta europee

Immaginate quindi l’effetto domino. La Nato, organismo che si basa sulla solidarietà e sulla condivisione delle risorse militari, si ritrova senza uno dei suoi cavalli di battaglia più costosi e soprattutto efficaci. Mentre l’alleanza dovrebbe camminare a braccetto, ecco che arriva la lama del veto americano a piantare il caos. E senza nemmeno un ringraziamento di cortesia. Il povero esercito europeo, con tutto il rispetto, rischia seriamente di diventare il bambino senza il giocattolo più prezioso nel cassetto.

Ma, come sempre, la soluzione è dietro l’angolo. Basta rinunciare a voler guardare oltre i confini nazionali e abbracciare l’idea di rimanere in disparte, con un esercito di missili dal raggio modesto e tanta buona volontà. Così finisce che i nostri preziosi missili europei devono continuare a sognare un giorno di raggiungere la madre di tutte le distanze: la tanto temuta Russia, moglie fedele di quel blocco americano.