Terzo weekend di maggio: finalmente il sole si degna di fare capolino almeno domenica, giusto per ricordarci che la primavera esiste davvero. E allora perché non approfittarne per sganciarsi dal divano e avventurarsi un po’? Vi proponiamo qualche escursione che, oltre a tirarvi fuori di casa, vi farà credere di essere in posti da cartolina – se si riesce a distogliere lo sguardo dalla fatica. La natura e il clima sembrano mettersi d’accordo per regalarci qualche panorama decente, anche in questo maggio così generoso… o quasi.
Oltrepò in bici: dove il pollice verde incontra il pollice dolorante
Per gli appassionati di mountain bike che amano torturarsi — pardon, divertirsi — c’è un percorso ad anello intorno a Borgoratto Mormorolo, nel cuore del verde Oltrepò Pavese. Tra filari di vigneti che sembrano non finire mai e scorci rurali da favola, questo itinerario è il mix perfetto di salite che faranno gridare pietà alle vostre gambe e discese tecniche che metteranno alla prova anche il più temerario. Suggerito solo a chi ha un minimo di preparazione e una certa dimestichezza con i sentieri sterrati. Ah, il terreno argilloso? Dopo un bel diluvio si trasforma in una trappola scivolosa perfetta per chi ama l’avventura estrema… o preferisce una caduta rovinosa piuttosto che restare in casa a guardare Netflix.
Il silenzio dorato tra canali e sentieri ciclabili
Un angolo dimenticato – forse volutamente – della Lombardia dove, tra i comuni di Turbigo, Bernate Ticino e Castelletto di Cuggiono, il tempo si prende una pausa caffè e rallenta tra canali storici e boschi che sembrano usciti da un libro di fiabe. Questa zona nel Parco del Ticino è perfetta per chi vuole fare un’escursione in bici partendo direttamente da Milano senza attraversare chilometri di traffico urbano. L’itinerario collega in modo molto “facile” questi paesi seguendo il corso del fiume, passando accanto a cascine immerse nel verde e ai miracoli storici del Naviglio Grande. Inoltre, i più pigri possono anche arrivarci con treno + bici, partendo dalla stazione di Turbigo e accontentandosi di godersi la natura senza troppa fatica.
La Fagiana: Natura lombarda e centri di “recupero”
Nel territorio comunale di Magenta si apre una delle riserve naturali più preziose della regione: La Fagiana. Con circa 500 ettari, questa riserva sembra una reliquia della pianura Padana incontaminata, in cui si mescolano cura ambientale, ricerca scientifica e turismo – perché bisogna pur andare a fare una passeggiata tra i boschi di Farnie, Ciliegi selvatici, Carpini e Ontani, magari mentre si osservano gli sforzi di un centro che si inventa la “cura della fauna selvatica”.
Questo centro, gestito dalla LIPU, è praticamente un pronto soccorso per animali in difficoltà, con l’obiettivo nobile di reintrodurli nella natura. Un’operazione che potrà sembrare quasi eroica o almeno efficace se immaginate di vedere qualche volpe o gufetto tornare a farci compagnia.
Val Cordera: dove nemmeno le automobili osano entrare
Nel cuore della Val Cordera, un posto che sembra rimasto nelle sabbie del tempo: qui non arrivano le auto, né strade asfaltate, ma solo camminate epiche. Uno scenario quasi da cartolina vintage, dove si può godere di un equilibrio che fa quasi sorridere i tempi moderni di smog e rumori assordanti. Come in molte zone alpine, anche questo angolo ha sofferto un esodo post-bellico, con gente che ha scelto di abbandonare questo paradiso terrestre per andare – chissà – in cerca di Wi-Fi migliore.
Eppure, nonostante tutto, il borgo di Codera rimane abitato tutto l’anno, forse grazie a qualche ostinata anima che preferisce la natura selvaggia al comfort cittadino. Un po’ eroico, un po’ testardo, un po’ romantico: la valle che resiste dignitosamente al progresso.
Val Bavona: per chi cerca il fairytale tra escursioni e riverberi
A sole due ore da Milano, c’è una valle pronta a scuotere anche il più scafato dei camminatori: la Val Bavona. Immaginate un contenitore di natura così autentica da far rivalutare con un po’ di nostalgia la vostra vita da città. Un rumore incessante di fiume, pareti rocciose che si ergono come giganti addormentati e boschi fitti e silenziosi, degni di un racconto di fate e folletti. E poi, quella particolarità tutta alpina: la valle si anima solo nei mesi estivi, conservando intatti i segni della vita dura e austera di chi l’ha abitata, sopportando condizioni che avrebbero fatto desistere chiunque abbia un minimo di buon senso.
Qui il tempo sembra essersi fermato, come se qualcuno avesse premuto pausa su un vecchio film in bianco e nero, regalando agli escursionisti l’occasione di immergersi in una dimensione quasi irreale. Per chi vuole fuggire dalla civiltà senza fare troppa strada, è un indirizzo più che consigliato.
La primavera si presenta con quella sua straordinaria arte di farci cadere in ginocchio di fronte a dettagli così insignificanti da risultare quasi commoventi: gemme che si schiudono, profumi tanto leggeri da sembrare innocui e colori che cercano disperatamente di ravvivare un paesaggio altrimenti destinato alla monotonia. Da questa sbobba natural-poetica emerge una vera e propria sinfonia di fioriture, capaci di tessere mosaici degni di un artista stufo, che si estendono su tutto il territorio: nella bassa valle, i meleti in fiore si vestono di un bianco e rosa pastello, forse per dare il cambio alla città grigia; più in alto, invece, si contendono la scena crochi, erica e rododendri, come in una fiera della banalità botanica. Seguendo questo copione già visto, la primavera in Valtellina diventa una raffinata scusa per infilarsi scarponi e procedere senza fretta su una panoplia di sentieri che attraversano frutteti, vigne, boschi e prati, spacciati per esperienze da non perdere.
Se la poesia vi ha stancato, preparatevi a un salto nel mistero profondo: esiste infatti un luogo in provincia di Como che riesce ancora a stupire gli escursionisti, anche quelli ormai disillusi e cinici. Il Pian del Tivano, nel cuore del Triangolo Lariano e nel territorio di Sormano, sembra a prima vista il solito panorama da cartolina lombarda fatta di boschi di faggi e betulle, sentieri tranquilli e viste da cartolina. Ma attenzione, sotto il vostro piede ignaro si nasconde uno dei complessi sotterranei più impressionanti d’Italia: oltre 80 chilometri di grotte scavate dalla natura in milioni di anni, uno spettacolo nascosto che fa sembrare banale qualsiasi altra escursione sopra terra.
Ah, ma non finisce qui: se la natura non vi basta, la cultura meneghina vi apre le sue porte, e non parliamo di ristoranti pieni fino all’orlo o di eventi mondani. Milano e la sua area metropolitana offrono ancora mostre a iosa, alcune ancora appena inaugurate, altre sul punto di chiudere. Il mix perfetto per farvi sentire alternativo a maggio è scegliere tra le cinque esposizioni più gettonate, selezionate con cura da critici competenti o da appassionati dell’arte contemporanea che amano complicare la vita anche al weekend più pigro.



