Finalmente un ritrovamento degno di nota: un turista britannico è stato identificato a Milano e prontamente isolato all’ospedale Sacco. Perché? Perché figura tra i contatti a rischio di contagio da misterioso hantavirus. Pare che il signore sia stato a bordo di un volo Sant’Elena-Johannesburg in compagnia di nientemeno che la moglie della prima vittima del focolaio emerso sulla nave da crociera Mv Hondius. Un intreccio degno di un thriller, ma purtroppo non è fiction.
Il tutto è venuto alla luce grazie a una luminare segnalazione del governo britannico, prontamente raccolta dal nostro cherubino Ministero della Salute che, con la collaborazione del solerte Viminale, ha rintracciato il turista e allertato la Regione Lombardia, la quale, come al solito, si è immediatamente attivata. Protocolli, emergenze e precauzioni: il turista ora risiede in quarantena nel lussuoso e scenografico isolamento dell’ospedale Sacco, accompagnato non da uno, ma da un fedele scudiero per evitare l’angoscia dell’isolamento.
La questione sanitaria dopo il Covid: un deja vu tutto da ridere
Tornano le star virali a sei anni dal grande show della pandemia di Covid-19. Questa volta il protagonista è l’hantavirus, che però, almeno per ora, sembra meno entusiasta di scatenare il panico.
Paolo Veronesi, presidente della Fondazione Umberto Veronesi e quindi non uno qualsiasi, ha voluto rassicurarci con un tono da sereno professore: “C’è una circolare del ministero della Salute che ci invita a stare tranquilli” – come se fosse così semplice calmare chi si vede isolato in ospedale – e “in Italia la situazione è sotto controllo, senza emergenze imminenti”. Se vi ricordate il focolaio sull’Mv Hondius, beh, niente di nuovo sotto il sole: prima c’era stato il medesimo siparietto in Argentina nel 2018, risolto in qualche settimana senza drammi.
Veronesi, vestito da buon padre della scienza, continua spiegando che la ricerca “può e deve continuare a cercare vaccini per tutti i virus”, un pensiero profondo e innovativo come pochi. Aggiunge una stoccata di memoria storica: il padre, Umberto Veronesi, scienziato e ex ministro della Sanità, aveva predetto da tempi non sospetti che i virus sarebbero stati fra le minacce future più temibili. Chapeau per la lungimiranza, salvo però qualche breve sbadiglio collettivo fatto di amnesia pandemica collettiva. Insomma, ci eravamo scordati dei virus, poi loro, come ospiti sgraditi, sono tornati a farci visita nei peggiori modi.
Dopo questa fantastica lezione di storia virale, nulla cambia nei nostri eroici sistemi sanitari. Quel che sembra sicuro è che, fortunatamente, dopo il Covid siamo “meglio attrezzati” (una frase ormai sacra post-pandemia da sfoggiare agli ospiti), pronti a fronteggiare nuove puntate di covid-show o, chissà, di hantavirus-pop.



