Costi del debito britannico alle stelle mentre il premier Starmer si becca la richiesta di dimissioni tra uno sbuffo e l’altro

Costi del debito britannico alle stelle mentre il premier Starmer si becca la richiesta di dimissioni tra uno sbuffo e l’altro

Che giornata brillante per il Regno Unito: i rendimenti dei titoli di Stato britannici hanno deciso di fare il solito spettacolo, raggiungendo livelli che non si vedevano da decenni. Tutto questo allegramente accompagnato da una crescente pressione sul premier Keir Starmer perché molli la poltrona, come se fosse così facile trovare qualcun altro disposto a sedersi sulla sedia più traballante di Downing Street.

Alle 8:41 del mattino a Londra, il rendimento del prestito decennale di riferimento è balzato di ben 10 punti base, arrivando a un pimpante 5,103%. Per chi non mastica finanza a colazione, significa che i prezzi dei bond sono crollati – e perché mai dovrebbero riflettere ottimismo in un momento simile?

La situazione è tanto tragica quanto divertente: da un lato un premier che sembra sempre più insediato su una sedia elettrica, dall’altro il mercato che ci ricorda a suon di numeri che la fiducia è un lusso che in UK si è ormai consumato da un pezzo. Una scena perfetta per una crisi di governo low cost.

Insomma, se volete un buon motivo per alzarvi con il piede sbagliato oggi, l’avete trovato: basta dare un’occhiata ai bond britannici, quei simpatici promemoria delle economie in fibrillazione.

Nel frattempo, la stampa economica non si stanca di consigliarci di aggiornare le pagine perché le “notizie si evolvono”. A chi? Ai pochi scettici che ancora credono alle favole della stabilità politica a Londra? Ci sarebbe molto da ridere, se non fosse tutto così drammaticamente prevedibile.

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