Quando una testimonianza fa tremare Milano: la Procura si scuote ma lo show continua

Quando una testimonianza fa tremare Milano: la Procura si scuote ma lo show continua

La procura generale di Milano sta cordialmente ponderando se inviare una “rogatoria internazionale” all’Uruguay per ascoltare la testimonianza di Graciela Mabel De Los Santos Torres, l’ex massaggiatrice di Giuseppe Cipriani. La signora, che si è prodigata a raccontare dettagliatissimi festini privati con escort a Punta del Este, proprio nella sontuosa tenuta del compagno di Nicole Minetti, sembra adesso pronta a diventare la nuova star di un processo che si allunga più di un lunedì mattina senza caffè.

Tutto questo mentre la procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto procuratore generale Gaetano Brusa si fanno grandi domande su quanto sia giuridicamente plausibile imbastire una rogatoria. Insomma, non basta organizzare feste milionarie con modelle, imprenditori e politici per convincerli a collaborare, serve pure la carta bollata. Naturalmente, tra una valutazione e l’altra, i tempi si dilatano come il saving account di un politico sotto accusa.

Questa vicenda ha già avuto il suo effetto madeleine: ha portato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a concedere la grazia a una ex consigliera regionale, condannata definitivamente a quasi quattro anni per peculato e favoreggiamento della prostituzione. Ma niente panico, tutto nella norma, signori.

“Sono io la testimone di quei festini con le escort a Punta del Este”

Graciela Mabel De Los Santos Torres ha rilasciato un’intervista da far impallidire qualsiasi soap opera, sostenendo senza mezzi termini che Nicole Minetti non ha mai cambiato paradigma di vita, continuando come degna ereditiera il mestiere per cui è stata condannata: il favoreggiamento della prostituzione.

La signora, che ha speso vent’anni della sua vita come massaggiatrice nella finca ‘Gin Tonic’ di Giuseppe Cipriani a Punta del Este, racconta un menù à la carte di modelle, imprenditori, politici e giovanissime – sì, anche minorenni – provenienti da un elenco geografico degno di un’agenzia di viaggi: Brasile, Argentina, Italia e Uruguay.

Pronta a testimoniare, ma… con protezione

Con una dose di realismo ammirabile, Graciela si dichiara disponibile a collaborare da testimone con la giustizia milanese. Ovviamente a patto di godere di qualche forma di protezione, perché – sorpresa – ha “paura”. Ma chi l’avrebbe mai detto?

Racconta di aver iniziato a lavorare per Cipriani a 23 anni, quando tutto sembrava una festa da ricchi e belle persone: modelle, jet set sudamericano ed europeo, imprenditori felici di bagnarsi nel lusso. Poi però, ahimè, tutto è virato verso un cupo mondo fatto di alcol, droga e sesso – com’è prevedibile in contesti tanto “glamour”.

L’ambiente era frequentato da “imprenditori molto importanti” e politici, sia uruguaiani che italiani. E non si parla di pranzi di lavoro o formule di galateo, ma di vere e proprie molestie: Giuseppe Cipriani avrebbe addirittura preteso massaggi “sempre più intimi”, arrivando a chiedere apertamente “massaggi erotici”.

Dichiarazione da brivido: quando Graciela si è rifiutata, sono iniziati i guai. E Nicole Minetti? Era lì, presente e più indifferente del proprietario di un bar chiuso alle 2 di notte. Il risultato? È stata messa alla porta senza pietà, sostituita da un’altra massaggiatrice evidentemente meno schizzinosa.

Il ruolo di Nicole Minetti: regina, giudice e dispensatrice di terrore

Che cosa faceva davvero Nicole Minetti in quel circo di eccessi? A quanto pare, la signorina non era una comparsa, ma una vera e propria regina senza corona, che viveva a tempo pieno nella tenuta. Era lei a scegliere le ragazze, a decidere vestiti, parrucchiere e – perché no? – a incutere terrore tra le presunte aspiranti escort.

Il clima cambiava in un attimo quando faceva il suo ingresso: paura, rispetto e nessuna possibilità di replica. Come una sovrana assoluta in un regno dove solo la paura regnava sovrana.

Infine, per chi si chiedesse che fine facesse il figlio della stessa Minetti e Cipriani, la risposta è da soap: la vera custode era Fátima, la tata uruguaiana che viveva ventiquattr’ore su ventiquattro accanto al piccolo. La madre, infatti, era spesso altrove, impegnata con i suoi lavoro.

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