Ah, il mondo della sanità in perfetto equilibrio tra panico e sicurezza: quattro ignari passeggeri, innocenti come colombe, sono transitati per Roma sul volo della KLM usato da una donna deceduta per hantavirus. Tranquilli, però: in tutta Europa il rischio di contagio è “molto basso”. Eh sì, perché se l’ha detto il ministero della salute italiano con tanto di comunicato ufficiale, allora sarà vero, no?
Il Ministero della Salute ha così “attivato le procedure previste” di valutazione del rischio, sorveglianza e coordinamento sanitario, seguendo ovviamente i sacri protocolli nazionali e internazionali. In particolare, questa opera di santificazione dell’incertezza è basata sulle valutazioni dell’OMS e dell’ECDC, che assicurano con estrema sicurezza un rischio “molto basso” per la popolazione europea. Misteri della statistica e della diplomazia internazionale.
La cosa più divertente è che proprio in Italia sono atterrati quattro fortunatissimi passeggeri del volo incriminato, quei pochi minuti sufficienti per inalare la presenza inconsapevole del virus. Immaginate l’efficienza: i recapiti di questi quattro coraggiosi viaggiatori sono stati diligentemente raccolti, per la gioia delle regioni che dovranno ora vigilare, ovviamente con l’eccezionale principio della “massima cautela”.
Sì, avete letto bene: quattro regioni d’Italia – Calabria, Campania, Toscana e Veneto – sono sparpagliate come una polizia sanitaria ai confini di un thriller. Nel frattempo, la compagnia Oceanwide Expeditions aggiorna con garbo la lista dei passeggeri della nave MV Hondius, che dal 6 maggio ospita addirittura un medico italiano del team ECDC impegnato a “supportare” la gestione di questa creatura chiamata emergenza.
Va detto che il Ministero, insieme a tutte le altre autorità coinvolte, ha ben chiaro l’obiettivo di “garantire il pieno coordinamento” e l’attuazione di misure di sorveglianza – perché a quanto pare la follia organizzativa ha anche una regia ben messa a punto.
La telenovela spagnola del contatto misterioso
Nel frattempo, le autorità spagnole si dilettano a identificare una donna in Catalogna che ha incontrato una cittadina olandese proveniente dalla nave MV Hondius, quella stessa nave colpita da un focolaio di hantavirus. La poveretta olandese, prima di finire malamente a Johannesburg per poi morire, aveva tentato con coraggio di prendere un volo KLM il 25 aprile, destinazione Paesi Bassi.
Storia intrigante questa della viaggiatrice spagnola, che non compariva nel tracciamento iniziale semplicemente perché aveva cambiato posto sull’aereo. Benvenuti nel meraviglioso mondo delle rintracciature sanitarie che, a quanto pare, dipendono molto dagli spostamenti dentro un aereo.
Ve la racconto ancora: la signora olandese è stata addirittura fatta scendere prima del decollo – un gesto di cortesia che però non è bastato a salvarle la vita, perché è morta il 26 aprile in un ospedale di Johannesburg. Complimenti per la tempestività degli interventi.
Il saldo del contagio e altre magiche statistiche
Il conto finale di questa scorribanda virale recita tre morti, ottanta contagiati – di cui sei confermati da OMS – e la bellezza di almeno due contatti diretti che si complicano la vita in Spagna. Una cittadina di Alicante, infatti, è stata ricoverata “con sintomi compatibili” con l’hantavirus, perché evidentemente la fortuna non è mai troppa.
Oltre a lei, un’altra eroina locale che ha avuto un “contatto breve” con la defunta olandese a bordo dello stesso volo, ha fatto una vacanza di una settimana a Barcellona. Rientrata nel suo Sudafrica, per fortuna senza alcun sintomo, dimostra che la vera epidemia è fatta di spostamenti e di coincidenze bene orchestrate.
Insomma, tra protocolli, medici a bordo, spostamenti misteriosi e controlli sparsi, il ministero chiude il cerchio con tanto di garanzie rassicuranti. Mentre noi spettatori possiamo solo aspettare il prossimo capitolo di questa tragicomica saga sanitaria, con la speranza che il tanto decantato “rischio molto basso” rimanga davvero tale.



