Quest’anno festeggiamo il 76º anniversario della famosa Dichiarazione di Schuman, quel documento miracoloso che ha dato vita a quella che chiamiamo Unione Europea, storia di pace, democrazia e prosperità – o almeno così dicono. Nel 2026, il Giorno dell’Europa non segna solo questo epocale traguardo, ma anche i 40 anni dall’ingresso di Portogallo e Spagna nell’UE e i 40 anni dalle prime celebrazioni ufficiali di questa festa che, come sempre, suona come un carosello di buone intenzioni e grandi luminarie.
Come ogni anno, la solita dose di eventi trionfali si spargerà per i Paesi membri e oltre, radunando cittadini provenienti da ogni dove – praticamente un festival di sorrisi istituzionali. Le istituzioni europee, quelle che poi decidono cose complicate, apriranno le loro porte al pubblico offrendo attività didattiche su quanto siano importanti e quanto lavorino per noi comuni mortali. Allo stesso tempo, le architetture simbolo e i monumenti sparsi per il continente e anche oltre, saranno illuminate con i colori dell’EU, perché nulla dice ‘unità’ come un po’ di luci blu e stelle gialle.
Viviamo in un mondo che cambia alla velocità della luce, ma l’UE insiste a proteggere la democrazia (da chi, poi?), stimolare la prosperità (per chi, esattamente?) e rafforzare la sicurezza (da cosa, non si capisce). Il Giorno dell’Europa diventa dunque l’occasione perfetta per un formale raduno tra cittadini e istituzioni, per celebrare una comunità condivisa e i suoi “successi” riconosciuti da chi li racconta.
Il Parlamento Europeo apre le sue porte
Parlamento Europeo invita i cittadini a scoprire quanto la legislazione europea influenza la loro vita quotidiana – come se non fosse abbastanza complicato già così – e, ciliegina sulla torta, come possano “influenzare” il futuro dell’Europa. Il motto di quest’anno è “Vieni a vedere la democrazia in azione”. Le porte si spalancheranno alle 10:00 CET a Bruxelles con un’esibizione del Coro del Parlamento, seguita da una cerimonia solenne alle 11:00 nell’emiciclo, con discorsi della Presidente Roberta Metsola e della Vice-Presidente Sophie Wilmès.
I visitatori potranno dilettarsi con quiz, presentazioni e dibattiti, attività per famiglie, e godersi un palco di musica dal vivo all’Esplanade. Nel Lussemburgo non mancheranno visite guidate all’”Europa Experience” e una mostra sulla lotta contro la disinformazione – perché si sa, anche la verità ha bisogno di qualche effetto speciale. Il giorno seguente, un ricco calendario culturale attende a Wiltz alla presenza del Granduca del Lussemburgo, per rimanere sulla linea aristocratica un po’ pop dell’evento.
Altre istituzioni europee entrano in scena
Consiglio Europeo e Consiglio dell’Unione Europea offriranno visite guidate nel loro leggendario edificio Justus Lipsius a Bruxelles, concedendo uno sguardo dietro le quinte dove si prendono le decisioni “chiave” (parola grossa) per il continente. Ogni Stato membro (e sono 27, per chi perde il conto) avrà uno stand dove mostrare cultura, tradizioni e bontà culinarie. Bambini e adulti potranno cimentarsi in cacce al tesoro, quiz di curiosità e foto sui tappeti rossi per avere almeno l’illusione di essere leader europei, se non altro per uno scatto social.
Commissione Europea spalancherà l’iconico edificio Berlaymont a partire dalle 10:00 CET, con un discorso di apertura della Vicepresidente esecutiva Teresa Ribera. Il tema? “Il momento dell’Europa”, naturalmente, con spazi tematici interattivi su democrazia, clima, prosperità, giustizia sociale, sicurezza e il ruolo globale dell’Europa, il tutto condito da un percorso fra arte e architettura degno di Instagram. La festa andrà avanti fino a sera con musica live gratuita dalle 18:30 CET a Place des Palais, giusto per chiudere la giornata in allegria.
Banca Centrale Europea parteciperà all’Europa-Fest a Francoforte, nella storica piazza del mercato Römerberg, affiancata dall’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni e dall’Autorità antiriciclaggio. I visitatori potranno incontrare esperti e divertirsi con giochi interattivi, mentre a Bruxelles sarà possibile vedere da vicino esperti disponibili a rispondere su euro, ridisegno delle banconote e progetto euro digitale. Roba che ti fa venire voglia di diventare un esperto anche tu.
Servizio Europeo per l’Azione Esterna aprirà la sua sede a Bruxelles dalle 10:00 alle 18:00 invitando i visitatori a “Entrare nella diplomazia UE”. Esperienze interattive, incontri con ambasciatori europei, videoconferenze live con staff UE in tutto il mondo. Per aggiungere un tocco di colore, non mancherà “Il mondo in un giorno”, una celebrazione culturale con musica, danza, freestyle calcio, artigianato e attività per famiglie, il tutto condito da una cerimonia di apertura con rappresentanti di paesi partner e organizzazioni internazionali.
E non finisce qui. Anche il Comitato Europeo delle Regioni si farà trovare pronto a Bruxelles, ma non aspettatevi sorprese: sarà l’ennesima occasione per inneggiare a quanto l’Europa sia una grande famiglia. Peccato che spesso sembri più un condominio con vicini rumorosi e contratti di convivenza molto complicati.
Ah, la solita festa dell’Europa! Una di quelle occasioni dorate dove si festeggia l’unità, la collaborazione e – perché no – un po’ di quella tipica burocrazia europea che tanto amiamo ignorare durante l’anno. Quest’anno, i visitatori sono invitati a scoprire cosa combina la famosa istituzione che rappresenta le regioni e le città del vecchio continente. Per chi si chiedesse cosa facciano realmente quei politicanti eletti a livello locale e regionale, finalmente potrà apprendere di persona, come se non ci fosse altro da fare di più urgente.
Il Comitato delle Regioni apre le sue porte a Bruxelles, in rue Belliard 99-101, dalle 10:00 alle 18:00 CEST, con tanto di tour guidati in varie lingue dell’Unione, perché non c’è niente di meglio che una visita multilingue per rendere tutto più confuso ma culturalmente affascinante. Tra gadget e attività per bambini – perché anche i piccoli devono imparare che la burocrazia può essere festosa – ci saranno stand tematici, giochi con adesivi, caricaturisti, postazioni per cartoline, musica dal vivo e, ovviamente, degustazioni. Non si sa mai, un buon formaggio allevia il peso dell’Europa burocratica.
Come ciliegina sulla torta, i membri francesi del Comitato parteciperanno alla cosiddetta ‘Fête d’Europe’ a Parigi, perché più festoni ci sono e meglio è, soprattutto se sono divisi per nazioni in tono amichevole.
Il ruolo quasi misterioso della Banca Europea per gli Investimenti
In un altro angolo della capitale belga, la Rappresentanza Permanente del Gruppo della Banca Europea per gli Investimenti mostra il suo ruolo e le sue attività nell’edificio Europa. Con quiz interattivi e video promozionali, si tesseranno le lodi degli investimenti effettuati in tutti i 27 Stati membri. Per essere ancora più pignoli, il 10 maggio i colleghi da Lussemburgo replicheranno il tutto nell’EU Village di Wiltz.
Sembra quasi un tour promozionale per far capire al pubblico che sì, anche i burocrati di Bruxelles mettono i soldi dove promettono, o almeno ci provano, tra un click e l’altro.
Strasburgo e Lussemburgo: il gran ballo delle istituzioni
Ovviamente non potevano mancare le celebrazioni a Strasburgo e Lussemburgo, dove le istituzioni dell’UE apriranno pure loro le porte. Il Parlamento Europeo nel suo scenario da star del «hemicycle» proporrà una giornata aperta il 17 maggio con visite guidate e un ricchissimo programma civico e culturale (perché bisogna distraire i cittadini da quel che succede durante le plenarie, si sa). Nel frattempo, la Casa del Parlamento in Lussemburgo ospiterà eventi culturali e informazioni di varia natura il 9 maggio, con musica, stand e tutto il campionario degli stereotipi su ciò che si intende per «Europa e cultura».
Inutile dire che, a prescindere dalla città, da Lisbona a Helsinki, da Atene a Tallinn, in ogni angolo d’Europa ci sarà almeno un evento ufficiale, scolastico, o culturale per ricordare a tutti che sì, esiste un’Europa, e non è solo una roba da giornalisti o politici annoiati.
L’eco dell’Europa arriva anche oltre i confini
E mentre ci illudiamo che l’Europa sia l’unione delle sue istituzioni su suolo continentale, bisogna sapere che le delegazioni UE nel mondo non restano certo a guardare. Organizzano eventi pubblici e campagne informative fuori dai confini comunitari per far capire – chissà a chi, forse a loro stessi – che l’Unione è presente anche dall’altra parte del globo. E poi, ciliegina sulla torta, i più grandi edifici di tutto il pianeta si illumineranno con i colori dell’UE. Perché nulla dice “festa dell’Europa” come una torre d’ufficio scintillante a migliaia di chilometri di distanza.
La solita indagine Eurobarometro: il barometro della felicità comunitaria
Come ogni anno, arriva la consueta super serietà dell’Eurobarometro, l’indagine che ci dice esattamente cosa vogliamo sentire. Pare che una schiacciante maggioranza di europei veda l’appartenenza all’UE come una manna dal cielo – un bastione di stabilità e sicurezza, roba che neanche le migliori fiction politiche riescono a simulare.
Circa il 75% degli intervistati crede che il proprio Paese abbia tratto beneficio dall’adesione all’Unione. Davvero una cifra rassicurante, specie se pensiamo che nel frattempo continuiamo a discutere animatamente su qualsiasi cosa, dalla politica migratoria alle misure economiche.
Non ultimo, c’è stato un record storico nel sentirsi cittadini europei, come se l’idea di confini, frontiere o sovranità statale potesse magicamente dissolversi grazie a qualche slogan ben piazzato e una dichiarazione d’intenti.
Quindi, mentre degustiamo un’immancabile fetta di torta regionale offerta dagli enti locali e ascoltiamo i soliti discorsi, ricordiamoci che la festa dell’Europa è soprattutto un momento per celebrare l’arte di far sembrare tutto perfetto anche quando mostra crepe evidenti. Salute!



