Ubriaco fradicio in strada? Meglio arrestarlo per tentato omicidio, che tanto non si sa mai

Ubriaco fradicio in strada? Meglio arrestarlo per tentato omicidio, che tanto non si sa mai

Un’azione da manuale della criminalità urbana: un grazioso «fendente» alla gola inflitto con un pezzo di bottiglia, in pieno giorno, niente meno che davanti a un locale McDonald’s. La vittima, un giovanotto di soli vent’anni, si ritrova ferito gravemente sotto lo sguardo attonito dei suoi amici—che, ovviamente, hanno prontamente chiamato i soccorsi. Sì, proprio così, l’Italia dei sogni, quella dove tutti si sentono al sicuro, offre anche queste chicche di intrattenimento pubblico.

L’epopea del sospettato poi è una saga degna di una fiction: un uomo egiziano di trentasei anni, senza fissa dimora, già ben noto alle forze dell’ordine, che se ne andava in giro ubriaco per la Brianza, più precisamente a Lentate sul Seveso, fino a quando i carabinieri—semplicemente svolgendo il loro ordinario servizio di controllo—non lo hanno scovato. Come se non bastasse, l’uomo aveva un elegante ordine di fermo pendente sulla sua testa, emesso dalla Procura di Milano per un’altra violenta aggressione. Che sfortuna!

Ora questo monumento all’integrazione si gode un soggiorno a spese dello Stato, rinchiuso nelle comode mura del carcere di Monza. E il capolavoro di violenza davanti al fast food? Ripercorriamo brevemente.

Una scena da horror in via Farini

Tutto accade il 19 aprile, verso le 13:30, proprio nel cuore del pomeriggio. Un giovane ventenne, cittadino egiziano, si trovava con due amici davanti al McDonald’s in via Carlo Farini, a Milano. Fin qui niente di strano, se non che, da qualche buco nero della malavita urbana, spunta un uomo che gli si avvicina alle spalle. Ecco l’epica mossa: immobilizza la testa del ragazzo e, come un artista della violenza, gli trafigge la gola con un pezzo di bottiglia. Poi, con la delicatezza di un vero gentiluomo, si allontana come se niente fosse successo.

Tutto questo spettacolo è stato documentato dalle telecamere di sorveglianza del locale, perché nulla sfugge al grande occhio della tecnologia, purtroppo anche nei momenti peggiori. Gli amici, pietrificati e increduli di fronte a tanta crudeltà, hanno prontamente lanciato l’allarme.

I soccorsi non hanno perso tempo: due ambulanze e un’automedica hanno raggiunto la scena del crimine, insieme con la polizia. Il ventenne è stato trasportato in codice rosso al pronto soccorso del Niguarda, dove è stato sottoposto a un immediato intervento chirurgico per cercare di rimediare al macabro colpo ricevuto. Un lieto fine? Beh, lasciamo aperto il dubbio.

Una vicenda che ci regala l’ennesima dimostrazione di come certe aree urbane si trasformino in palcoscenici di violenza senza la minima traccia di controllo sociale o prevenzione. E mentre si discute di sicurezza e integrazione, questi episodi riescono a passare quasi inosservati, se non fosse per l’indignazione di pochi e le cronache giornalistiche che cercano disperatamente di fare luce su una realtà di cui molti preferirebbero non parlare.

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