I fondi hedge stanno facendo un ritorno trionfale degno di un colpo di teatro, dopo essere stati falcidiati dalle perdite astronomiche causate dal caos del mercato scatenato dal Medio Oriente a marzo. Stranamente, le strategie focalizzate sulle azioni hanno regalato agli investitori il miglior guadagno mensile degli ultimi 25 anni proprio il mese scorso. Non male per chi solo poche settimane fa sembrava sul punto di scomparire, vero?
In media, nell’aprile scorso questo settore brillante ha guadagnato circa un 3%, secondo i dati freschi freschi appena pubblicati dall’autorità globale di riferimento nel settore, Hedge Fund Research. Il presidente Kenneth Heinz ha persino parlato di una “performance storica”, addirittura un recupero da un calo storico subito proprio nel passato marzo. E lo ha fatto con la sobrietà di chi deve vendervi la pillola del successo dopo un tracollo epocale.
Tra i grandi protagonisti di questo rimbalzo da standing ovation ci sono stati i fondi azionari, quella strategia immortale dove i manager giocano sia al rialzo sia al ribasso sulle aziende quotate. Sì, si scommette anche contro determinate azioni, nel mirabile intento di incassare quando il valore precipita. Roba da non credere, ma ad aprile hanno messo a segno un clamoroso +5.43% dopo essersi mangiati un brutto -4.33% a marzo. Un’impresa dall’eco storica, l’ultima volta era successo nel lontano 2000. Heinz, con la sua eloquenza diplomatica, ha definito tutto ciò addirittura “una performance straordinaria”.
I disastrosi mesi di marzo hanno lasciato il segno: i fondi hedge avevano preso la mazzata bella e buona grazie al conflitto mediorientale e al conseguente balzo dei prezzi del petrolio. L’indice complessivo di HFR ha perso quasi il 3%, il peggior calo dal giugno 2022, il che è tutto dire.
Ma, come ci tiene a sottolineare Monsieur Heinz con aria di chi ha appena scoperto l’acqua calda, sono tre i motori principali di questo recente exploit: il rally di mercato innescato dal cessate il fuoco firmato l’8 aprile, il “ritorno in pompa magna” del comparto IA e tecnologia, e le aspettative di un tsunami di IPO nelle prossime settimane. Insomma, aspetta e spera che qualcosa di solido succeda sul serio.
In termini più macroscopici, l’indice globale HFRX Global Hedge Fund che misura tutta la gamma dei fondi hedge, ha avanzato del 2.98% in aprile, riprendendosi dalla batosta di marzo con -2.95%. Una vera e propria altalena di emozioni per chi ha investito in questo circo.
Heinz ha fornito la sua lettura da grande esperto di psiche collettiva degli investitori:
Kenneth Heinz said:
“A febbraio e marzo il mercato temeva l’impatto dell’IA sulle aziende, con cali di ricavi e modelli di business in frantumi. Aprile ha smentito tutto questo e l’umore è decisamente cambiato, non più dominato da queste paure infondate.”
D’altronde, un attore sempre ben presente su questo palcoscenico è BlackRock, che continua a puntare sui fondi hedge e sulle strategie private per sfruttare quei guadagni “idiosincratici” che emergono tra i vincenti e perdenti del mondo IA. Per non parlare del sollievo portato dal calo del prezzo del petrolio e dai risvolti positivi del conflitto mediorientale, almeno finché dura il fragile cessate il fuoco. Cambiano le bombe e i missili, ma la guerra economica impazza, soprattutto nelle catene di approvvigionamento e nei mercati energetici.
Ormai le notizie non mancano: un calendario IPO definito dai soloni del settore come “molto, molto robusto” è in arrivo, con nomi roboanti come SpaceX e OpenAI a incarnare la promessa di un impatto clamoroso sulla performance dei fondi a metà anno. Un sollievo per quelle strategie “event-driven” che vivono di scommesse sulle stranezze dei prezzi azionari, fusioni, acquisizioni, fallimenti e naturalmente IPO varie.
Per dare un’idea della festa, l’indice specifico delle strategie “event-driven” ha guadagnato l’1.98% ad aprile. Non proprio male, considerando che qualche mese prima sembrava di stare su una barca che affondava.
Non da meno sono state le strategie orientate ai mercati emergenti — quei delicatissimi mercati in via di sviluppo, dove ogni mossa può valere una fortuna o il tracollo totale. L’indice HFRX Emerging Markets è balzato del 7.33%, la performance migliore da aprile 2020, cioè ai tempi zero della pandemia di Covid-19, quando la crisi sembrava avere fondamenti ben più concreti.



