Roma alle prese con il festival delle violenze giovanili: tre adolescenti a processo, due fanno il tifo per Forza Nuova

Roma alle prese con il festival delle violenze giovanili: tre adolescenti a processo, due fanno il tifo per Forza Nuova

Come in un remake tutto italiano di Arancia Meccanica, un trio di giovani eroi dell’estrema destra ha deciso di trasformare una tranquilla notte romana in una scena di caccia alle streghe a base di botte, insulti e razzismo di periferia, bersagliando senza tetto e stranieri con l’efficienza di esperti discriminatori. Il teatro? Le stradine attorno alla gloriosa stazione Termini, il 7 febbraio, perché evidentemente la primavera non ha ancora portato niente di meglio da fare.

Questi esemplari moderni di vandali ideologici, tra risatine e pacche sulle spalle, hanno ripetuto la performance aggredendo ben cinque sventurati senza criterio, dimostrando che la logica della selezione razziale è rigorosamente casuale, giusto per tenere attiva la suspense. La polizia, grazie alla Digos, ha finalmente messo le mani su questi volenterosi attori del disagio sociale: accusati di lesioni aggravate dall’odio razziale, con tanto di armamentario da film d’azione – spranghe e coltelli – casomai la violenza verbale non fosse sufficiente.

Il nostro trio di caritatevoli assalitori comprende un minore, fresco di precedenti per apologia del fascismo e di arte murale antisemita con tanto di svastica, collocato in una comunità su misura cautelare. Gli altri due, bravissimi studenti di giorno ma vera punta della ronda dalla sera alla mattina, hanno rispettivamente diciannove e vent’anni. Insomma, tre simpaticoni che sulla scia delle ispirazioni letterarie di Anthony Burgess sembrano aver preso con zelo le parole di Alexander DeLarge: «Una cosa che non mi era mai piaciuta era la vista di un vecchio sporco. Non li ho mai potuti sopportare…» Per fortuna, le loro attenzioni notturne sono rivolte a stranieri e senza fissa dimora, solo per non apparire troppo impopolari nel loro piccolo circolo di amici xenofobi.

La brillante carriera politica di giovani esemplari di estrema destra

Gli occhi attenti degli inquirenti della procura ordinaria e per i minorenni hanno rivelato che due dei ragazzi sono membri attivi di Lotta Studentesca, l’adorabile branca giovanile di Forza Nuova, movimento che fa del passato più oscuro il suo pane quotidiano. Durante le perquisizioni, la Digos ha raccolto un souvenir davvero originale: una copia del Mein Kampf, adesivi e volantini di Forza Nuova. Se volete un regalo poco impegnativo per un diciannovenne, voilà, ci siete quasi.

E non finisce qui: spranghe, coltelli e mazze da baseball, magari un kit da battaglia di quartiere, erano parte del corredo dei nostri eroi, testimoni del loro impegno civico per la ruvidità e la casuale violenza di strada. Non è forse questo il modo più moderno ed efficace per fare politica nel terzo millennio? Lo schiaffo al politically correct, la lotta all’invasione dei “diversi” e qualche graffito antisemita qua e là, così, per non farsi mancare nulla.

Una notte da ricordare… per la polizia

A denunciare l’ultima performance, un uomo di origini nigeriane, che ha descritto con dovizia di particolari la sfuriata del trio: strattoni, insulti, spintoni, tutto condito da una spruzzata generosa di odio razziale. La polizia ferroviaria non ha certo perso tempo e la Digos ha fatto il proprio dovere: grazie a una minuziosa analisi delle telecamere di videosorveglianza, la banda è stata individuata e incastrata nel suo spietato tour di violenza anti-immigrati e contro i senzatetto.

Gli inquirenti hanno commentato l’accaduto come una vera propria «caccia all’uomo», un evento organizzato con tanto di meticolosità, ma tutto “selezionando” le vittime in modo del tutto casuale. Che grande lezione di opportunismo e improvvisazione, degna di un manuale di neofascismo per principianti.

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