Zucchero si tuffa nel passato e riparte in tour per festeggiare un quarto di secolo di Baila Sexy Thing – perché evidentemente il tempo vola, ma le hit no

Zucchero si tuffa nel passato e riparte in tour per festeggiare un quarto di secolo di Baila Sexy Thing – perché evidentemente il tempo vola, ma le hit no

Come se il panorama musicale italiano non fosse già sufficientemente serio, Zucchero decide di celebrare il 25° anniversario del suo celebre brano Baila (Sexy Thing) con una maratona di concerti. Non due ore, come si potrebbe prevedere per un artista di tale calibro, ma ben tre ore di puro intrattenimento – perché, ovviamente, il pubblico non può mai stancarsi di essere torturato dall’estasi sonora senza fine.

La tournée include sei tappe sparse in città altrettanto varie e – perché no? – ricche di folta partecipazione: Udine, Bologna, Pescara, Perugia, Messina e Lucca. Un giro d’Italia perfetto per chi ama i viaggi stressanti e le code interminabili fuori dai palchi.

Naturalmente, la chicca è la “superband” che accompagna Zucchero, composta da un cast di musicisti internazionali che potrebbe tranquillamente ambire a un premio Nobel per la collaborazione più eterogenea. Tra questi figurano nomi di spicco come Polo Jones, Kat Dyson, Peter Vettese, Mario Schilirò, Adriano Molinari, Nicola Peruch, Yissy Garcia, James Thompson, Lazaro Amauri Oviedo Dilout, Carlos Minoso, Oma Jali e Keba Williams. Insomma, un’armata che promette di trasformare ogni concerto in un evento epocale, o almeno così si spera, visto che tre ore sono un’eternità anche per i fan più devoti.

In una recente intervista con Luca Dondoni, Zucchero non ha potuto fare a meno di sottolineare quanto si diverta sul palco, confessando candidamente che la durata prevista dello spettacolo è sempre una di quelle variabili da allungare “perché così si diverte il pubblico”. Insomma, cosa potrebbe voler di più chi paga un biglietto se non ore ed ore di musica senza sosta e magari qualche buona dose di impegno fisico per restare svegli?

Sembra quasi una lezione di tenacia per aspiranti musicisti e organizzatori: quando in gioco c’è la nostalgia di un successo venticinquennale, non si bada a mezzi termini, allungando i tempi e sperando che l’insieme, tra musicisti internazionali e pubblico pagante, funzioni come un orologio svizzero, o almeno si avvicini remotamente.

Dunque, preparatevi a serate infinite, in cui Zucchero e la sua banda globale vi terranno incollati alle sedie – o meglio, in piedi perché dopo ore sicuramente non resterete seduti – mentre la celebrazione del passato diventa un monolite che si rifiuta di tramontare. Perché, se festeggiare un classico significa non dar tregua a nessuno, ben vengano le maratone musicali da sopravvivenza.

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