La terza edizione di Build Up, quel gioiellino firmato Webuild, è ripartita da Barletta con l’entusiasmo di chi promette grandi opere, giovani super formati e un futuro che spacca. L’obiettivo? Trasformare studenti degli Istituti Tecnici in professionisti d’eccellenza nelle infrastrutture. Come? Con workshop, project work, esperti aziendali e – per chi merita davvero – un’immancabile esperienza in cantiere, perché niente urla “carriera stellare” come un’intera giornata a respirare aria di betoniere e ruspe.
Fino a oggi sono stati convocati più di 2.300 studenti, con la Sicilia che si gode il ruolo da primadonna con 1.100 power-user e la Calabria che si fa sentire con i suoi 350 battaglieri. Numeri da report aziendale, eh sì, più che da reale promessa di occupazione. Nel programma si prevedono 40 ore di formazione (per la serie: quanto basta per evitare di annoiarsi), qualche credito da mettere in mostra e tanta, tanta speranza: quella di costruirsi un futuro dove l’innovazione più rivoluzionaria sarà probabilmente un caschetto più cool e aerodinamico.
I giovani partecipanti si cimentano in workshop dedicati a energia, mobilità, acqua ed edilizia green. Tematiche certo all’avanguardia, almeno sulla carta, che poi si scontrano con una realtà fatta spesso di strade chiuse, treni sempre in ritardo e opere ferme al palo. Però, aspettate, c’è la chicca: il project work! Per i più brillanti la ricompensa è una “giornata da Webuilder”, che altro non è se non una gita aziendale con le gru a far da scenario. Un vero sogno, insomma.
Per dare alla faccenda una patina di serietà, ecco il programma “Cantiere Lavoro Italia”, partito nel 2023 e già capace di formare 1.700 aspiranti. Dai neodiplomati agli operai da “riqualificare” – termine elegante per camuffare il riciclo del capitale umano –, il ventaglio è vasto. Nulla di nuovo se non fosse che, più spesso che no, questi percorsi finiscono con l’arricchire curriculum ben presentati ma tristemente poco richiesti dal mercato vero.
In Sicilia, a Belpasso, hanno inaugurato un centro ultratecnologico con simulazioni TBM (no, non è un videogioco, ma suona decisamente figo). Nel frattempo, tra Calabria, Campania e Puglia, Webuild ha tessuto una rete formativa degna di una saga Netflix: niente hacker o draghi, ma trivelle, betoniere e piani quinquennali degni di una grande epopea industriale. Sembra tutto molto epico, eppure la sensazione è che tutti questi sogni in cemento finiranno ancora una volta sepolti sotto la pressione di una burocrazia che ama solo i proclami.



