Vuoi una vita serena? Tutto quello che ti serve è smettere di fare il convinto

Vuoi una vita serena? Tutto quello che ti serve è smettere di fare il convinto

Forse dai tempi di Marie Kondo e del suo insopportabile martellamento sul “Magico potere del riordino” – pubblicato da noi nel lontano 2014 per Vallardi – non si vedeva un libro di auto-aiuto scalare le classifiche con tanta velocità, per poi rimanerci incollato come una ragnatela. Negli Stati Uniti ormai è un best seller da tempo, grazie all’autrice Mel Robbins, che aveva stuzzicato le coscienze in un video lampo con milioni di visualizzazioni in pochi giorni. Anche qui da noi, grazie a Newton Compton, il libro ha superato la soglia delle 100 mila copie vendute più di un anno fa, mantenendosi sempre fra i primi posti della “varia”.

Il titolo, che di certo avrete già sentito nominare a un mercatino di idee impraticabili, è La teoria di lasciare andare. Argomento del giorno: non provate nemmeno a cambiare o “migliorare” le persone che frequentate, tantomeno aspettatevi che diventino un po’ più intelligenti, simpatiche o tolleranti secondo i vostri criteri ridicoli. No, lasciatele semplicemente andare. “Let them go”, è questo il mantra che ci propina una filosofia degna di un Dharmapala in carriera bioenergetica. Del resto, non si può mica pretendere che il mondo si inchini al vostro personalissimo disegno di perfezione sociale.

In questa pantomima di saggezza un tanto al chilo, esiste simultaneamente un’app molto in voga fra i giovanissimi, Too Good To Go, che fa esattamente il contrario: non si lasciano andare gli avanzi di cibo perfettamente buono, ma anzi si pagano a prezzi da saldo złancio, per evitare lo spreco. Due religioni, due dogmi completamente antitetici. Se spostiamo il discorso dal piano psicologico a quello gastronomico, ci chiediamo retoricamente: qual è la filosofia di vita davvero vincente? Morire con l’armadio pieno e le persone intorno così come sono, o rischiare di diventare un raccoglitore seriale di miglioramenti improbabili?

Insomma, Let Them Go oppure Don’t Let Them Go? È meglio smettere di tormentare gli altri con le nostre aspettative isteriche, concentrandoci tutto sul nostro benessere da pelle d’oca? Oppure sforzarsi come novelli progressisti a trovare quella scintilla di “buono” nel prossimo, per quanto risicato possa essere? La prima opzione suona decisamente come una battuta di resa in bianco, la seconda si avvicina molto alla tipica illusione romantica da baci perugina.

Naturalmente, la signora Mel Robbins (negli USA oramai quasi una rockstar della motivazione) ci tiene a chiarire, nelle sue sagaci interviste, che non propone un invito alla completa indifferenza o passività. No, no. Noi dobbiamo piuttosto imparare a distinguere ciò su cui possiamo mettere mano e lasciare il resto a un sano fatalismo da manuale, mica male come paracadute esistenziale. Se una relazione si regge su basi solide sopravvive, altrimenti amen: lasciatemelo dire, il destino ha già fatto pene da solo.

Come in ogni manuale di auto-aiuto che si rispetti, tutti questi spunti suonano squisitamente come banalità che chiunque, persino con un briciolo di buon senso, potrebbe tirare fuori ad una cena fra amici. Ma il vero mistero è questo: come mai questi libri piacciono così tanto? A beneficio di chi non lo sapesse, forse rispondono a un bisogno collettivo di evasione facile e a portata di click, un po’ come quelle richieste di consulenza psicologica ai bot di intelligenza artificiale, che i professionisti sconsigliano a gran voce definendole “pericolose”. Peccato che nessuno abbia mai urlato all’allarme per il consumismo di corsi e manuali di auto-aiuto, che da sempre vendono consigli fragili come castelli di sabbia.

Forse la chiave del successo sta qui: tutti amiamo fantasticare sulla saggezza che mai riusciremo effettivamente a mettere in pratica, e nel frattempo continuare a comprare libri promessa di redenzione personale. Funziona un po’ come per le diete: il sorriso è assicurato, il risultato molto meno.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!