Dal 24 al 28 novembre 2025, il Centro Culturale Valle Faul di Viterbo diventerà il palcoscenico di quella che potremmo definire la “Settimana dell’Educazione Finanziaria”, un evento pensato per illuminare le giovani menti delle classi quarte e quinte degli istituti superiori della provincia. L’obiettivo? Dargli qualche rudimento per barcamenarsi, almeno un briciolo, tra le insidie dell’economia e delle scelte finanziarie—perché, ahimè, viviamo in un mondo dove i soldi comandano, volenti o nolenti.
Nell’epoca contemporanea, dove tutto ruota intorno al denaro, diventa fondamentale capire almeno il minimo indispensabile su strumenti, istituzioni e regole del gioco economico. Sì, non si tratta di trasformare i ragazzi in mini esperti finanziari, ma di fargli almeno aprire gli occhi: saper riconoscere rischi, limiti e, se proprio vogliamo, anche qualche potenzialità di questo complicato sistema che si chiama “vita”.
L’evento è orgogliosamente sponsorizzato da una nutrita schiera di noti enti e istituzioni: la Fondazione Carivit, Unindustria Viterbo, l’Università degli Studi della Tuscia, la Guardia di Finanza locale, la Camera di Commercio Rieti Viterbo, l’Ufficio Scolastico Regionale Lazio, l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Viterbo, l’ACRI, il Rome Technopole e il Comitato EDUFIN. Insomma, un plotone di esperti pronti a sganciare nozioni tra una lezione e l’altra.
Durante queste cinque giornate di intensa saggezza, professori universitari, economisti tuttofare e rigorosi rappresentanti istituzionali si daranno il cambio per spiegare come si risparmia (forse), come si combattono i trucchetti bancari, cosa significa “pianificazione finanziaria” senza addormentarsi, gli intrighi della legalità economica e le meraviglie (e pericoli) delle nuove tecnologie digitali. Tra i testimonial brillano nomi altisonanti come il prof. Carlo Mari, la dott.ssa Federica Ghitarrari, il dott. Giuseppe Baldi, il dott. Sergio Saggini, il dott. Giuliano Bellachioma, insieme alle divise rompiscatole di Guardia di Finanza locale, con i colonnelli Carlo Pasquali e il maggiore Luigi Falce, infine il dott. Maurizio Rubini dell’Ordine dei Commercialisti. Insomma, una vera oltremisura di esperti.
Luigi Pasqualetti, presidente della Fondazione Carivit, ha mostrato tutto il suo entusiasmo dichiarando:
“L’educazione finanziaria è l’ingrediente magico senza cui la crescita culturale e civile dei nostri giovani è destinata a rimanere una favola. Capire l’economia, la legalità e il mondo imprenditoriale non è un optional ma un’ancora di salvezza per sviluppare un senso critico che li renda cittadini consapevoli. Prima di agire, bisogna saper scovare risorse, capire i reali bisogni, individuare strumenti e interlocutori e decifrare il linguaggio criptico con cui ci vengono propinate le soluzioni. È un investimento sul domani, non solo personale ma collettivo, che sibbene contribuisce a un vago concetto di coesione sociale e sviluppo sostenibile.”
Nel frattempo, Andrea Belli, presidente di Unindustria Viterbo, non ha perso tempo per fare il suo ingresso trionfale e ha spiegato:
“Abbiamo subito aderito a questa iniziativa, perché in fondo ci piace celebrare eventi che suonano bene e che gratificano il territorio. È una lauta occasione per mettere in scena la sinergia tra scuola, istituzioni e imprese, un tris che suona come la formula magica per migliorare la società. Il valore sociale? Non lo neghiamo è importante soprattutto perché parliamo a una platea giovane e per noi giovani e scuole sono quasi come famiglia. Inoltre, si inserisce nella Settimana della Cultura d’Impresa di Confindustria, mettendo in evidenza il legame indissolubile tra educazione finanziaria e business. Un grazie speciale alle aziende associate come Banca Lazio Nord e Saggini Massimo, che si sono gettate con entusiasmo in questa avventura.”
Ah, quasi dimenticavamo di menzionare la ciliegina sulla torta: tutto questo spettacolo fa parte del quadro nazionale delineato dalla Legge 21/2024, misteriosamente denominata “Legge Capitali”, che ha ufficialmente elevato l’educazione finanziaria al rango di dovere civico, quasi fosse l’elisir di tutti i mali economici.
Un’assoluta priorità educativa, a detta di tutti
Non si può negare che agevolare la comprensione della finanza è ragionevole e auspicabile. Tuttavia, è divertente notare quanto tutte queste iniziative sembrino nascondere una grande verità: la materia è così complicata che lascia il cittadino medio (e spesso anche esperto) con più confusione che certezze. Eppure, siamo tutti chiamati a diventarne esperti in un battibaleno, come se la scuola, la famiglia e le istituzioni improvvisamente avessero un interesse sincero a non farci affondare nella giungla di risparmi, conti correnti, investimenti e bollette da pagare.
Nel frattempo, coi nostri studenti carichi di concetti complicati, ci ritroveremo presto con una generazione di esperti in crisi d’ansia finanziaria e dubbiosi sulla reale utilità di un corso che dovrebbe salvarli dal caos economico, ma che spesso pare fabbricato per confondere ulteriormente le idee. Ma, ehi, almeno avranno sentito la parola “finanza” almeno cinque giorni di fila!



