Vignolo show: pestaggio, rapina e cannabis legale—sei arresti per un dramma da realtà mentale

Vignolo show: pestaggio, rapina e cannabis legale—sei arresti per un dramma da realtà mentale

È stato un vero capolavoro di criminalità organizzata degno delle migliori sceneggiature hollywoodiane: sei presunti geni del crimine, tutti di origine albanese, sono finiti dritti in carcere per una rapina che sembra uscita da un film d’azione. Il colpo? Un cascinale a Santa Croce a Vignolo, avvenuto il 31 ottobre 2025, non uno scherzo: ben 120 kg di cannabis legale, coltivata con amore (e probabilmente qualche compromesso) da un imprenditore cuneese, sono stati oggetto di questa brillante operazione criminale.

Come un gruppo di eroi mascherati, quattro di questi “valenti” ladri si sono presentati armati fino ai denti — pistole, fucile, coltello e, per dare un tocco di classe, una mazza da baseball. La loro missione? Pestare a sangue un giovane guardiano egiziano di soli 24 anni, il quale aveva il compito (e la sfortuna) di sorvegliare il bottino verde vicino al cascinale.

Dopo averlo immobilizzato con mani e piedi legati e finito di silenziare con un bel nastro adesivo, il commando è fuggito con vari bidoni e sacchi strapieni di infiorescenze essiccate, lasciando dietro di sé uno spettacolo di violenza e confusione. Fortunatamente (per lui), ore più tardi la vittima ha trovato la forza di strisciare fino a una casa vicina e a chiedere aiuto.

Il momento salvezza arriva con l’arrivo tempestivo dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia e della Stazione di Cuneo, gli stessi che hanno messo subito in moto un’indagine coordinata dalla Procura. Un’inchiesta da manuale, che tra il 2 dicembre 2025 e il 20 febbraio seguente ha portato all’emissione di misure cautelari e, ovviamente, al recupero di quasi tutta la refurtiva. La ciliegina sulla torta? Il custode del bottino è stato arrestato in flagranza di reato, probabilmente per essersi dimenticato di partecipare al colpo.

Durante le perquisizioni, gli investigatori hanno scovato le armi del delitto: due repliche di pistole, un coltello, lungo quasi mezzo metro (filosofia: perché limitarsi quando puoi esagerare?) e la mazza da baseball per quella spinta extra di violenza. Non contenti, hanno anche sequestrato circa 8 chili di marijuana illegale, che come un dessert finale è finita tra le prove da portare in tribunale.

Un affare non così “legale”

Non c’è niente come una bella piantagione di cannabis “legale”, da custodire con la diligente professionalità di un guardiano che, evidentemente, si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Vale 60 mila euro — una cifra così alta che fa venire l’acquolina in bocca a qualsiasi amante del crimine, o a chi semplicemente non ha nulla da fare la notte di Halloween.

La vicenda dimostra una cosa: la legalità può essere tanto fragile quanto un pugno in faccia in una notte buia, e la sicurezza di chi dovrebbe vigilare è… a dir poco discutibile. Nel frattempo, il nostro giovane guardiano potrà aggiungere al suo curriculum “vittima di rapina agguerrita”, una qualifica che non si spera arrivi in curriculum vitae ma che sicuramente attirerà qualche simpatia dad presente.

La giustizia e il suo tempismo

Quando si parla di giustizia, ognuno ha la sua opinione, ma qui sembra che qualcosa abbia funzionato: le misure cautelari sono scattate a circa un mese dal colpo, quasi come se il sistema giudiziario non volesse far attendere troppo i cittadini — o forse erano semplicemente troppo stanchi di aspettare che la refurtiva sparisse del tutto.

Da dicembre a febbraio, insomma, i sei arrestati e i due denunciati per favoreggiamento hanno avuto tutto il tempo di imparare quanto sia spiacevole ricevere visite notturne dai carabinieri. Una lezione che, in queste dinamiche da thriller, si impara solo una volta, speriamo.

Come sempre, si resta con la domanda amara: quanto vale davvero la sicurezza quando armati fino ai denti e travestiti ti entrano in casa senza troppe difficoltà? Il sistema c’è, ma funziona? O forse è solo un teatro per farci sentire un po’ più tranquilli mentre le mazzate (letteralmente) continuano dietro l’angolo?

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