WAY è un’Impresa Culturale Creativa (ICC) che dal lontano 2019 si diletta a progettare e produrre contenuti culturali “innovativi” usando tecnologie immersive di ultima generazione, come la Realtà Virtuale (VR) e la Realtà Mista (XR). La loro missione? Offrire esperienze culturali con un impatto narrativo “travolgente”, tutto condito da una qualità cinematografica e uno storytelling immersivo ed emozionale — perché, si sa, la cultura da sola non basta senza un po’ di spettacolo.
Ed eccoci a Inside Monet, la “prima mostra immersiva en plein air” a Milano, nella piazza paradisiaca di Parco Sempione, che miscela arte, natura e la solita pozione magica della tecnologia. Qui, grazie a visori VR a 360°, ti propongono di entrare dentro i capolavori di Claude Monet, guidato da un esperto — perché senza guida rischi di perdersi tra il digitale e l’effettivo parco.
Il tour si sviluppa all’aperto, con scenari naturali e installazioni digitali che ti permettono di:
– Camminare virtualmente nei giardini di Monet, fra campi di papaveri e stagni di ninfee, perché passeggiare nel mondo reale sarebbe troppo banale.
– Ascoltare la voce (virtuale) di Monet che racconta emozioni, ricordi e ispirazioni, come se lui avesse tutto quel tempo libero per instagrammare le proprie sensazioni.
– Assaporare colori, luci e suoni dei suoi quadri in un’esperienza immersiva di dubbio buongusto.
– Scoprire il suo celebre rapporto con la natura e il famigerato “en plein air”, rivoluzionato in chiave tecnologica, perché niente dice natura come occhiali e cuffie pesanti.
Durante il percorso entri virtualmente in alcune delle sue opere più famose, visto che il fisico non basta più per vivere l’arte.
Si parte con “Impressione, Levar del sole” (1872), dove ti ritrovi nell’alba sul porto di Le Havre. Già, sentirai proprio quelle emozioni intense che Monet vedeva osservando il sole nascente — roba da far mettere a piangere anche Instagram.
Proseguendo, sarai catapultato fra i rossi papaveri di “I papaveri” (1873), respirando aria estiva e il fantomatico spirito dell’Ile de France, perché ovviamente sentirsi in campagna è essenziale.
Con “La passeggiata” (1875) seguirai l’adorabile Camille e il figlio di Monet in una tranquilla camminata, mentre il vento muove erba e vestiti. Insomma, quel capolavoro fatto di vento e vestiti svolazzanti, modello Instagram ante litteram.
Nei “Covoni” (1890-91), invece, ti ritroverai immerso in un campo assolato dove la luce cambia continuamente, per offrirti l’opportunità di ammirare la “magia” di Monet nel catturare sfumature e giochi luminosi, perché vedere un campo sotto il sole non è più abbastanza.
Il gran finale è lo Stagno delle ninfee (1899) a Giverny, dove ti immergerai nella “mitica” armonia tra colore, luce e acqua di una delle serie più iconiche, vivendo l’arte come il povero Monet stesso — peccato però che lui fosse senza visori VR.
Inside Monet non è soltanto una mostra, ma un vero e proprio viaggio sensoriale tra realtà, natura e arte, pensato per chi abita in città o vuole regalarsi (o regalare) un’esperienza culturale originale, rigorosamente dentro l’ennesima bolla tecnologica.
Ah, ovviamente l’acquisto dei biglietti segue le regole del gioco moderno: compri sul sito, ti becchi un codice coupon, lo inserisci al momento del pagamento per azzerare l’importo (oh, che magnanimità!) e poi vai a presentarti al luogo dell’appuntamento almeno 15 minuti prima. Per i ritardatari o chi semplicemente dimentica l’appuntamento? Niente da fare, né spostamenti né rimborsi. Solidarietà zero, come da prassi nelle esperienze high-tech.



