Via Zecca Vecchia come Las Vegas? Cantiere di lusso sbloccato dopo che la magistratura ci ha ripensato

Via Zecca Vecchia come Las Vegas? Cantiere di lusso sbloccato dopo che la magistratura ci ha ripensato

Ah, la giustizia italiana che fa il suo spettacolo. Il sequestro del cantiere per un hotel di lusso in via Zecca Vecchia, a due passi dal glorioso Duomo di Milano, è stato annullato come per magia. E chi l’avrebbe mai detto? Il Tribunale del Riesame ha accolto l’appello del difensore Andrea Soliani, restituendo la proprietà a Ca Thorr srl. Ora, naturalmente, dovremo aspettare con impazienza le motivazioni ufficiali per capire se il problema fosse la regolarità degli atti autorizzativi o solo una brutta svista.

Scopriamo così un classico capitolo della saga italiana: 39 indagati con accuse che vanno dalla lottizzazione abusiva al falso in concorso. Una compagine degna di una telenovela urbanistica che a Milano non manca mai. L’incursione giudiziaria a fine aprile ha portato al blocco del cantiere, con l’area prima destinata a garage e ora trasformata in un ambizioso hotel da 199 camere. Insomma, una rivoluzione immobiliare da manuale.

Ma ecco la gemma: secondo il giudice Mattia Fiorentini, il Comune di Milano avrebbe mostrato un’impalpabile “inerzia” degna di nota, permettendo così alle imprese di schiavizzare quell’area e sottrarla alla popolazione. E tutto questo nonostante i benedetti Piani di governo del territorio avessero previsto il recupero dell’area come “spazio aperto per la fruizione pubblica”, visto che si tratta di un luogo di “monumentalità e importanza archeologica e storica”. Veramente un colpo di scena degno di una commedia degli equivoci.

La “inerzia” comunale: un tocco di classe

Non c’è niente di più rassicurante di sentirsi dire che un’amministrazione pubblica, con la sua proverbiale “inerzia”, abbia favorito un’occupazione abusiva di un’area preziosa, togliendola ai cittadini. Perché chi, se non un Comune ‘inattivo’, potrebbe mai lasciar fare? Non ci si aspetterebbe mai che il Comune gestisca e tuteli il proprio territorio con efficienza, no? A quanto pare, la monumentalità e l’importanza storica di un sito non sono abbastanza per svegliare certi uffici dai loro lunghi sonni.

E così, mentre il cemento avanza e i segreti si moltiplicano, chi paga il conto? Ancora una volta, noi, poveri cittadini spettatori di un film che sembra scritto da burocrati in vena di farsa. La restituzione al privato, il ritiro del sequestro e l’attesa delle motivazioni: sono tutti atti che giustificano un applauso ironico a questo teatro dell’assurdo che continua a chiamarsi edilizia milanese.

Urbanistica meneghina: una telenovela infinita

Benvenuti nel magico mondo delle lotte urbanistiche di Milano, dove trentanove indagati possono tranquillamente convivere con la speranza di una costruzione faraonica che stravolga un pezzo di città. Si alternano accuse, sequestri e dissequestri, e i cittadini, quelli veri, rimangono a guardare. Non è uno spettacolo divertente? Quasi una metafora dell’efficienza all’italiana, dove l’inerzia ha il ruolo protagonista e i privilegiati hanno sempre una marcia in più.

Insomma, un incrocio perfetto tra lentezze burocratiche, intrecci tra pubblico e privato, e un pizzico di faccia tosta per far sì che il lusso si affacci addirittura a due passi dal simbolo di Milano. Ma non preoccupatevi: appena le carte saranno disponibili, potremo capire meglio come certi colpi di scena si celino dietro motivazioni ufficiali così sofisticate da lasciare qualsiasi cittadino medio a bocca aperta (o peggio, sbigottito).

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!