Via Rogoredo dice basta al rifugio della disperazione: l’ex distributore almeno diventa cantiere

Via Rogoredo dice basta al rifugio della disperazione: l’ex distributore almeno diventa cantiere

Che gioia vedere l’ex distributore Esso al civico 142 di via Rogoredo a Milano finalmente sottoposto a demolizione. Un angolo della città che, per chiudere il cerchio della trascuratezza, si era trasformato da tempo in un rifugio per disperati e abbandono totale. Un vero spettacolo di degrado urbano degno di essere lasciato lì a macerare ancora, ma evidentemente qualcuno, dopo anni di indifferenza, ha deciso di intervenire.

Le danze della demolizione sono state inaugurate nella mattinata di giovedì 9 aprile, e a darne notizia è stato nientemeno che l’assessore alla sicurezza del Comune di Milano, Marco Granelli. Finalmente, direbbe qualcuno, un colpo di bacchetta magica per far sparire uno squarcio di decadenza urbana che nessuno chiedeva espressamente, ma che ora ci tocca applaudire con sentimento.

Marco Granelli ha commentato l’intervento con quella dose di entusiasmo che solo chi ha aspettato decenni per vedere rimuovere una struttura abbandonata può permettersi:

“Un intervento atteso, che come Comune avevamo intimato all’ex gestore, e ora grazie alla collaborazione tra le istituzioni polizia di Stato, comune, municipio, società ex gestore sta avvenendo, portando più sicurezza.”

Come se bastasse demolire una vecchia pompa di benzina per trasformare via Rogoredo in un’oasi di pace e prosperità. Con questa filosofia, ci aspettiamo presto la bonifica di ogni angolo trascurato della città, magari utilizzando un semplicissimo piccone e tanta buona volontà istituzionale.

Se la sicurezza e il decoro urbano dipendessero solo da demolizioni simboliche, saremmo tutti stressati dalla troppa perfezione.

I tempi della “sicurezza”

La struttura, ormai obsoleta e abbandonata da anni — probabilmente dal tempo in cui qualcuno pensava che bastasse costruire distributori per risolvere problemi più grandi — giaceva in stato di totale abbandono, pronta a diventare un’icona del degrado metropolitano. Ma non temete, perché il presidente del Municipio 4, Stefano Bianco, è intervenuto a rassicurarci sui futuri sviluppi, come un oracolo moderno delle demolizioni.

Secondo le sue parole, le ruspe dovrebbero lavorare con l’entusiasmo che di solito si riserva agli eventi epocali per tutto il mese di aprile, con un gran finale previsto per il 17 maggio prossimo. Insomma, il tempo stretto e conciso del “fare sul serio”, che parla di efficienza e rapidità nel fare sparire un pezzo di storia che nessuno si ricorderà con nostalgia.

Il resto? Ah, il resto lo sistemi un po’ di polizia di Stato, un po’ di comune, un pizzico di municipio e, ovviamente, la collaborazione della società ex gestore. Perché quando si tratta di “collaborazione tra istituzioni” non ci si tira certo indietro, soprattutto se l’oggetto in questione è abbattere qualcosa che più inutile non si può.

Insomma, mentre il mondo corre e cambia, a Milano ci si prende tutto il tempo per abbattere quel che ormai non serviva più da tempo. Un modello di efficienza che farebbe impallidire qualsiasi progetto di sviluppo urbano moderno.

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