Ecco allora una serie di iniziative che promettono di farci spalancare gli occhi sul mondo accademico in tutta la sua “strabiliante” gloria. Almeno, così ci vogliono far credere. In realtà, è solo una lunga serie di tour artistici e visite alle mostre e ai laboratori, come se di arte e ricerca il Politecnico non ne avesse già abbastanza nella sua vita quotidiana.
Programma del 20 marzo, segnate il calendario: partiamo con il mitico “Tour artistico nel Campus Leonardo” e, appena rientrati da quel viaggio mistico, si riparte con lo “Tour artistico nel Campus Bovisa”. Tutto l’arte possibile insomma, perché da quelle parti evidentemente non vogliono che ci annoiamo.
Subito dopo, la ciliegina sulla torta per i cultori del vintage milanese: la mostra “I Latis e Milano 1945-1985”. Nostalgia, polvere e sogni del passato, tutto insieme in un’unica esperienza corredata da ricordi che nessuno sapeva di voler rivivere.
Ma aspettate, non è finita. Il Politecnico ci sorprende con il “Design Convivio” – roba fine, con tanto di cena immaginaria fra otto maestri politecnici. Sì, avete capito bene: una cena… immaginaria. A questo punto ci chiediamo se non sarebbe stato più semplice mandarli direttamente in sala mensa.
Per i veri amanti del design, non può mancare il “Tour design e progetto nel Campus Bovisa”. Sempre lì, sempre a farci vedere quanto si sa fare, perché mica può bastare un solo tour artistico. L’università deve farci sentire immersi nell’estasi progettuale, e in effetti lo fa.
Non potevano mancare le “Porte aperte negli Off Campus”, per chi ne vuole ancora, e poi le visite allo “Human Performance Lab” del Polo Territoriale di Lecco, dove si misurano – presumibilmente – le performance umane di chi ha il coraggio di affrontare tutti questi eventi senza perdere la voglia di ridere.
E come dimenticare le visite ai laboratori del Polo Territoriale di Cremona? Idee, innovazioni e magari qualche provetta colorata – il tutto accessibile gratuitamente per un giorno, perché nulla dice “dare valore” come un evento concentrato nel tempo.
Per chi è rimasto con ancora qualche briciola di energia rimasta, c’è la visita al Campus di Piacenza e al laboratorio di modellistica, così da completare quel quadro tanto variegato quanto surreale di questa giornata che si vende come un’opportunità unica per avvicinare la società alle “vere ricchezze” custodite dai nostri preziosi atenei.



