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Unione Europea e Canada si stringono la mano mentre il mondo va a rotoli, e pare che nessuno lo sappia ancora
15 Marzo 2026
Parlamento Europeo ha avuto l’idea geniale di suggerire un’intensificazione del rapporto strategico con il Canada. Non che il Canada abbia aspettato questo invito, ma si sa, la politica si nutre di proclami e buone intenzioni, specialmente quando il caos la fa da padrone.
Russia in Ucraina, gli attacchi ibridi, il terrorismo, le interferenze straniere e quel mix intrigante di assertività e coercizione economica proveniente dalla Cina. Inutile dire che, per farlo, ci si propone una cooperazione rafforzata con il Canada, completando indefessi gli sforzi della NATO con mirabolanti iniziative come il Security Action for Europe (SAFE) e il ReArm Europe/Defence Readiness 2030. Perché, ovviamente, più sigle meglio è.
Ucraina, specialmente nei foroschi del G7 e della coalizione dei volenterosi, coordinare sanzioni per isolare la Russia ancora di più e farsi amici sempre più stretti degli Stati Uniti, perché si sa, l’amicizia transatlantica non passa mai di moda, specie quando fa comodo.
Cina, che si estenderebbe anche ai Balcani occidentali – perché se non riportiamo altrove trappole geopolitiche, che senso avrebbe tutto questo fermento? –, s’impegnerebbe ad aumentare l’influenza nell’Indo-Pacifico, e auspicherebbe, udite udite, una pace giusta e duratura in Medio Oriente. Mission impossibile? Forse, ma il lessico diplomatico è fatto per promettere e basta.
Una doppia fila di buone intenzioni per multilateralismo e commercio
Nazioni Unite, Corte Penale Internazionale, Organizzazione Mondiale del Commercio, NATO, oltre alle prestigiose gaffe del G7 e del G20. Altro che diplomazia reale: l’importante è che il festival delle sigle non si fermi mai.
Groenlandia senza correre a coordinare sforzi? Ma si sa, troppo interesse regionale rischia sempre di guastare la festa.