Scoprire le radici antichissime di Milano, quando ancora si chiamava Medhelan, la gloriosa città dei Celti e dei Romani, è un viaggio nel tempo decisamente più intrigante delle solite passeggiate da influencer. Ci immergeremo là dove tutto ha avuto inizio, per rivivere la nascita e la pretesa grandezza di quella che, in qualche modo, sarebbe poi diventata la capitale imperiale dell’Occidente. Un destino glorioso, se riuscite a ignorare le tante piccole contraddizioni storiche.
Il punto di partenza? Piazza dei Mercanti, un tempo il cuore pulsante della Milano medievale e, per tradizione, il primissimo insediamento dei popoli celtici. Si percepisce subito l’aria mistica di un luogo che avrebbe dovuto essere molto più di un semplice crocevia. Qui inizia la caccia al primissimo simbolo della città, un animale sacro che, con grande enfasi, avrebbe preceduto il celebre biscione visconteo, guidandoci esattamente al punto dove sorse la grandiosa Medhelan, prima che l’arroganza dei Romani mettesse mano al destino della città.
Procederemo lungo i tracciati del Cardo e del Decumano, le vie che strutturavano la Milano romana, per arrivare a contemplare (con tutta la reverenza possibile) quel che resta del teatro – attuale Piazza Affari. Seguendo questo percorso pieno di significati, usciremo poi dalla città antica attraverso la Porta Vercellina, soltanto per rientrarvi da via Brisa, e qui visiteremo i resti del famigerato Palazzo Imperiale di Massimiano. Ah, il potere imperiale: quando Mediolanum divenne capitale dell’Impero Romano d’Occidente, teatro di eventi epocali – tipo la promulgazione dell’Editto di Costantino nel 313 d.C. – che, in teoria, avrebbero dovuto segnare una svolta per tutta l’Europa. E infatti… beh, lasciamo stare.
Il nostro itinerario ci porterà davanti alle due torri superstiti del Circo Romano, ci farà passare accanto ai resti di Via Vigna e ai famigerati “do sass” di Via Circo, un posto che pare perfetto per una rievocazione della vita quotidiana dell’élite milanese, tra mosaici, frammenti di domus sontuosamente decorate – insomma, il lusso sfrenato di quei tempi lontani. Un vero spettacolo per chi ama osservare la decadenza imperial-romana in salsa meneghina.
Concluderemo il nostro affascinante excursus storico al Carrobbio, dove la torre Ticinensis si erge ancora, come un nostalgico monumento all’antichità milanese. E naturalmente non potevano mancare le celebri colonne marmoree di San Lorenzo, il simbolo per eccellenza della Milano antica, l’unica cosa che sembra essere rimasta intatta nonostante tempi, guerre e politiche più o meno discutibili.
In poche parole: un’esperienza tanto unica quanto piena di lezioni non richieste, tra archeologia, storia viva e tante, tantissime contraddizioni. La Milano che non ti aspetti, ma che forse dovresti conoscere per capire quanto sia stata contorta la sua evoluzione fino ai fasti e ai disastri odierni.
I posti naturalmente sono limitati, come tutte le cose veramente preziose che si rispettino, quindi affrettatevi a prenotare questa sottile, ironica discesa lungo i secoli, da una città che ha sempre avuto la capacità di reinventarsi con un talento tutto suo, soprattutto nel confondere le idee.
𝗗𝗨𝗥𝗔𝗧𝗔: circa 2 ore
𝗩𝗜𝗦𝗜𝗧𝗔: condotta da GUIDA turistica abilitata, perché una guida improvvisata potrebbe facilmente trasformare il tutto in una barzelletta.
𝗥𝗜𝗧𝗥𝗢𝗩𝗢: 15 minuti prima dell’inizio in Piazza dei Mercanti, sotto i portici del Palazzo della Ragione – 20123 Milano
CONTRIBUTO:
13€ per gli adulti, perché anche la storia ha un prezzo.
10€ per le persone con disabilità o invalidità, visto che un po’ di considerazione non guasta.
7€ ridotto per i ragazzi dai 6 ai 15 anni, per convincerli che la storia non è solo roba vecchia e polverosa.
0€ per i piccolissimi fino a 5 anni, giusto per evitare di farseli addormentare durante la spiegazione del Cardo e del Decumano.
Un piccolo dettaglio: questa visita vale 5 punti – non chiedete altro, i misteri delle classificazioni culturali sono insondabili quanto la politica locale.
Riassumendo, se proprio volete perdervi tra pietre, torri e colonne, in mezzo a qualche mosaico forse poco più che un frammento di dignità storica, questo tour saprà offrirvi un curioso mix di sventura, splendore e contraddizione. A voi il viaggio nel tempo, se vi va di tuffarvi in questo spettacolo tutto milanese che, ironia della sorte, non smette mai di sorprendere… o di farci sorridere, più o meno amare.



