I comuni coinvolti, orgogliosi membri del Parco locale del basso Olona e affiancati dalla magnanima Città Metropolitana di Milano, hanno finalmente firmato l’illustre patto per impiegare i nuovi fondi in una strategia coordinata di rilancio. Dulcis in fundo, i due data center, destinati a occupare le vecchie aree industriali ex Citroën ed ex Iveco Cnh a Pregnana Milanese, saranno i protagonisti del recupero di queste aree dimenticate, trasformandole in cattedrali di speranza tecnologica, ammesso che tutto vada secondo programma, naturalmente.
È doveroso sottolineare come la legislazione della Città Metropolitana pretenda che queste grandi opere siano “eco-friendly”, mitigando con grande sapienza i temuti effetti ambientali – anche a livello sovracomunale, mica bruscolini. E così, l’amministrazione di Pregnana Milanese ci ha tenuto a coinvolgere i partner del parco locale, con un accordo miracoloso che prevede di concentrare le opere di mitigazione proprio all’interno di questo polmone verde, che ha avuto dalla natura la fortuna di esistere e ora ha quella di riveder la luce grazie ai megasponsor tecnologici.
Non è finita qui: i generosi sviluppatori dei data center sborsano una somma che supera il milione doppio, oltre due milioni di euro per la precisione, una fetta dei quali servirà a comprare il preziosissimo mulino Sant’Elena con le aree adiacenti. Sì, avete capito bene, un mulino antico che diventerà il fiore all’occhiello della riqualificazione urbana grazie a una colossale impresa tecnologica.
Successivamente, i comuni procederanno a una ristrutturazione curata e minuziosa per trasformare l’immobile in un punto di riferimento culturale, turistico o chissà che altro, purché si parli di successo e rinascita. Insomma, il passato abbraccia il futuro pixelato, in un abbraccio più caldo di quanto pensiate.
Cosa accade al restante denaro (sì, ce n’è ancora)
La restante parte dei milioni versati dai prodi sviluppatori sarà usata per potenziare la rete ciclabile che, si sa, è la panacea di tutti i mali urbani. In particolare, sarà realizzato un percorso ciclabile che collegherà il centro di Vanzago con il mulino lungo via Garibaldi e un altro itinerario che dal cuore di Pogliano, passando per la SP172, raggiungerà Vanzago e Pregnana. Non poteva mancare, ovviamente, un attraversamento protetto della SP229, perché la sicurezza prima di tutto, anche quando si tratta di ciclisti in cerca di pace.
Questi interventi lungo il lato ovest creeranno un percorso parallelo e più comodo all’Olona, ideale per facilitare i collegamenti tra i comuni e tra questi e il parco stesso. Un primo mattone verso una grande rete di mobilità lenta, ché nel 2024 è ancora trendy parlare di “mobilità sostenibile”. Altri progetti simili, ovviamente, non mancheranno.
Il paesaggio e l’ambiente sotto tutela: promessa mantenuta?
Non si poteva ignorare il problema estetico e ambientale: così, Città Metropolitana e i singoli comuni hanno strappato un accordo che obbliga i gestori delle reti elettriche a interrare le linee aeree presenti nel parco. L’obiettivo è migliorare l’impatto visivo, perché nulla dice “natura” come una distesa di cavi e tralicci a vista, vero? Non solo: hanno anche imposto la condizione che questo potenziamento non comporti ulteriore consumo di suolo agricolo, e che le linee interrate seguano preferibilmente la viabilità esistente, evitando di invadere aree protette come l’illustre Oasi WWF di Vanzago. Un pensiero nobile, o almeno così ci piace crederlo.



