Ucraina, il Parlamento europeo si sveglia dopo quattro anni di guerra russa: che genio della tempistica

Ucraina, il Parlamento europeo si sveglia dopo quattro anni di guerra russa: che genio della tempistica

Come se la guerra in Ucraina non fosse abbastanza complicata, il Parlamento europeo ha deciso di organizzare una seduta speciale alle 10.15 del mattino, perché niente dice “crisi internazionale” come una riunione in una tranquilla mattina di febbraio. Dopo l’intervento del sapiente e sempre impeccabile Volodymyr Zelenskyy, collegato direttamente da Kyiv, i nostri deputati si affretteranno a discutere gli ultimi sviluppi dello scontro, intanto che si scambiano pacche sulle spalle per il loro indefesso sostegno all’Europa e a una pace che sembra più un miraggio che un obiettivo concreto.

Ovviamente, tutto culminerà con una risoluzione da votare alle 11.30, perché a chi non piace confermare che si è d’accordo, ma senza dover fare qualcosa di serio? Se proprio si volesse, la diretta è pure disponibile per chi ama vedere pomposi discorsi e formalità senza fine dal vivo, su qualche piattaforma di streaming più o meno istituzionale.

Roberta Metsola, l’inossidabile Presidente del Parlamento europeo, ha ben sottolineato che questa seduta manderà un “segnale importante” di quell’impegno incessante e palloso che l’UE ama ostentare accanto all’Ucraina. Segnaliamo che l’UE non si è certo risparmiata dal febbraio 2022 in poi: condanne solenni dell’aggressione russa, sanzioni a raffica e un pacchetto di supporto finanziario, politico, militare e umanitario che non si vedeva dalla Guerra Fredda, il tutto condito da un prestito europeo da ben 90 miliardi di euro approvato in pompa magna l’11 febbraio scorso.

Non manca poi un tocco di diplomazia da manuale: il Parlamento ha chiarito la sua solidarietà con l’Ucraina a colpi di visite ufficiali, inaugurando addirittura una “presenza permanente” a Kyiv fissata per il 2025. Perché la coerenza è sempre il primo valore europeo. Inoltre, la Presidente Metsola si è concessa più di qualche apparizione nella capitale ucraina e nel palazzo della Verkhovna Rada, mentre così non potevano mancare gli interventi ‘bomba’ di Zelenskyy direttamente dall’Aula. Davvero un bel teatro di impegni.

Per aggiungere la ciliegina su questa torta di impegni, il Parlamento ha offerto il proprio indiscusso sostegno al desiderio dell’Ucraina di entrare a far parte dell’Unione Europea. Nonostante tutte le difficoltà e l’assurdità della situazione, si è invitato il paese a non smettere di riformare sé stesso mentre si chiede alla Commissione europea di aprire rapidamente quei famosi “cluster negoziali”, perché il tempo stringe e fare marcia indietro non è contemplato, nemmeno se i tempi e le reali condizioni fossero tutt’altro che ideali.

Il gran dibattito e l’immancabile voto

Se qualcuno stava pensando a una pacifica discussione con tazze di tè e risate, si sbaglia di grosso. Il martedì 24 febbraio, alle 10.15 esatte, prenderà il via il dibattito che promette scintille di retorica e dichiarazioni pepate. Ma non temete, perché alle 11.30 il gioco si fa serio e si passa alla votazione della risoluzione non legislativa, giusto per certificare che nessuno stia dormendo durante la crisi.

Alla fine, questo ennesimo atto dimostra perfettamente quanto l’Unione Europea ami ammantarsi di carnevale umanitario e politico, senza che però niente cambi concretamente sul terreno. Tra promesse, prestiti virtuali e discorsi alla banderuola, sembra di assistere a un grande spettacolo teatrale in cui il palcoscenico è la crisi ed il pubblico, purtroppo, siamo noi.

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