Un protagonista d’eccezione, completo di copione da film thriller: ubriaco fradicio, perde il controllo dell’auto e si schianta, ma non contro un palo qualsiasi o un cartello per strada. No, la natura ha deciso che la sua migliore amica sarebbe stata la porta di una caserma dei Carabinieri. Incredibile, vero? Ma c’è di più.
La scena da commedia nera si svolge a Parabiago, il tranquillo sobborgo a nord-ovest di Milano, dove un tizio con problemi di equilibrio e buon senso ha fatto fare al suo veicolo uno spettacolare incontro con un cancello militare. Ovviamente, l’incontrato non è rimasto del tutto impassibile.
Risultati? Ovviamente i classici passaggi rituali: patente sospesa – perché qualcuno ancora crede che questo serva a insegnare la lezione –, macchina sequestrata – un nuovo pezzo pregiato da aggiungere alla collezione –, e una bella denuncia per guida in stato di ebbrezza. Insomma, l’epilogo perfetto per il copione di un giorno qualunque nella periferia milanese.
Quando l’ironia della sorte ci mette del suo
Si potrebbe pensare che schiantarsi contro un luogo che rappresenta l’autorità – la caserma dei Carabinieri – sia un modo inconsapevole di dichiarare guerra allo stato. Oppure un gesto di sfida degno di una tragedia greca mista a una sit-com. Ma no, è solo la solita irresponsabilità, quella che ormai pare l’ingrediente segreto nella ricetta italiana per il disastro su quattro ruote.
Come se non bastasse, il tizio in questione ha pensato bene di mettere in mostra la propria incapacità di gestire un volante dopo aver bevuto quel tanto che basta per far pensare ai giudici che sia davvero il caso di togliere patente e libertà di guida. Qualcuno avrà da ridire sul fatto che dopo la sospensione si torni in strada come se nulla fosse, ma proprio qui risiede il fascino amaro di questa storia.
La giustizia che fa il suo sporco lavoro (a modo suo)
Certo, la macchina sotto sequestro l’abbiamo vista tutti, e la patente sospesa pure. Ma quel che colpisce è la perfetta simmetria tra l’idiozia umana e un sistema che continua a raccontarci che “faremo di più” ogni volta che succede qualcosa di simile, salvo poi tornare al punto di partenza, con un altro ubriaco che prende il volante e si schianta – magari proprio davanti a chi dovrebbe garantire la nostra sicurezza.
Che siano meno romantici, questi epici scontri fra eccessi di alcol e infrastrutture pubbliche, ma più realistici nel mostrarsi e nel ripetersi. Paghiamo la routine con multe, denunce e sospensioni, mentre il protagonista di turno può già pianificare la prossima intemperanza. Il circo dell’irresponsabilità continua, senza biglietto e senza regole.



