Ubisoft scivola in borsa e ora la casa di Assassin’s Creed annuncia un rosso annuale come se fosse una novità shock

Ubisoft scivola in borsa e ora la casa di Assassin’s Creed annuncia un rosso annuale come se fosse una novità shock

Che sorpresa entusiasmante! Ubisoft, la celeberrima casa francese creatrice di Assassin’s Creed, ci regala un altro gioiellino finanziario. Le azioni sono precipitate del 14% giovedì, e non perché qualcuno ha dimenticato di aggiornare un codice, ma perché hanno avvertito di ulteriori perdite nel 2026. Eh sì, a quanto pare la serenità economica riguarda solo le fiabe.

Il capitolo contabile dell’anno finanziario 2026 parla chiaro: una perdita operativa di 1,3 miliardi di euro. Sì, avete letto bene, 1,3 miliardi di euro buttati nel calderone del fallimento, mentre le prenotazioni nette – quella bella misura delle vendite che suona come “guadagni” – sono precipitate a 1,5 miliardi, con un calo strabiliante del 17,4% rispetto all’anno precedente. Ubisoft, in un abile giro di parole, prevede ora un calo annuale delle prenotazioni nette in “alta singola cifra” e una perdita operativa sempre in “singola cifra”. Che precisione matematica!

Le azioni, che sembravano impantanate nella palude della crisi già da un po’, hanno subito un nuovo tuffo verticale, scendendo del 16,7% nell’ultima contrattazione e totalizzando un clamoroso -38% dall’inizio dell’anno. Se non fosse tragico, potremmo quasi riderci su, per un’azienda che sembra più un esempio di “come non gestire un’impresa” che un gigante del gaming.

Tutto questo non arriva di certo inaspettato. Dopo anni di cadute verticali nel prezzo delle azioni, complici pandemia, ritardi di uscite importanti e una crisi finanziaria che risulta più ostinata della sigaretta nel bicchiere, la situazione di Ubisoft rasenta il grottesco. Ricordate il gennaio scorso? Quando un annuncio di ristrutturazione portò a un crollo del 34%? Un déjà-vu che speravamo sarebbe stato unico.

Yves Guillemot, il CEO e cofondatore, ci regala una perla di sincerità:

“L’anno finanziario prossimo sarà il punto più basso per il nostro flusso di cassa libero, con una lista di uscite più scarna e costi di ristrutturazione.”

E continua con entusiasmo incrollabile:

“Questa trasformazione biennale richiede scelte difficili e risultati finanziari deludenti nel breve termine, ma credo fermamente che insieme queste azioni posizioneranno meglio Ubisoft per generare un flusso di cassa libero sostenibile nel tempo.”

Certo, perché cosa c’è di più rassicurante di un manager che promette una luce in fondo al tunnel, mentre intanto si scende con stile nell’abisso?

Ristrutturazione & Deliri di Ottimismo

Nel pomeriggio magico di rivitalizzazione aziendale, Ubisoft ha deciso di abbandonare sette progetti – chissà, probabilmente abbastanza promettenti da essere stati scartati, ma evidentemente non vitali – e di rimandare altri sei, giusto per aumentare il senso di suspense tra i fan. Nel frattempo, la riduzione dei costi fissi è la priorità numero uno: si vanteranno pure di aver raggiunto il loro obiettivo un anno prima del previsto, con i costi fissi fermi a 1,4 miliardi di euro nel 2026. Da brividi.

Ma attenzione, il colpo di grazia arriva con le loro mire: tagliare altri 200 milioni di euro entro marzo 2028. Non proprio spiccioli, una somma che potrebbe tenere in vita qualche studio indipendente… ma che qui serve per rattoppare una barca che affonda lentamente e senza silenzio.

In sostanza, questa metamorfosi epocale firmata Ubisoft è una lezione magistrale su come annunciare trasformazioni coraggiose, nascondere sciagure dietro promesse vaghe e tirare fuori l’arte dell’autoconvincimento a livelli olimpionici.

Per chiunque abbia creduto che la pandemia e qualche ritardo fossero solo qualche graffio, ricordate che il gioco dura da anni, e, purtroppo, è il giocatore titanico a perdere alla grande. E voi, ancora disposti a puntare sugli eroi francesi dell’intrattenimento digitale, oppure preferite starne alla larga e godervi lo spettacolo del crollo?

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