Turismo di lusso, feste a go-go e sostenibilità: il grande show del territorio che nessuno sa gestire

Turismo di lusso, feste a go-go e sostenibilità: il grande show del territorio che nessuno sa gestire

Una folla di entusiasmi da salone del turismo ha invaso l’Hotel de la Ville di Roma, accolti da circa cinquanta imprese del settore. Non ci fermiamo mai, vero? La Sezione Turismo di Unindustria ha dimostrato ancora una volta la sua straordinaria compattezza e vitalità, tanto da mettersi all’opera per perpetuare la sinergia magica anche dopo il brillante successo del GM… Insomma, sembra quasi una festa di fine anno, ma con più slide e meno spumante.

Il turismo italiano, in un ambiente tanto elegante quanto stracolmo di buoni propositi, ha trovato spazio per autocelebrarsi e pianificare strategicamente un futuro che, si spera, non affonderà nell’oceano delle parole vuote. Perché non c’è niente di più stimolante che riunirsi a fare il punto sul turismo in un Paese dove, tra mille contraddizioni, il territorio è al centro di ogni discussione, ma spesso ai margini dell’azione concreta.

Quando i proclami sembrano un déjà vu

Naturalmente, la solita teatralità: “mettiamo al centro il territorio e le imprese”, “sinergia e collaborazione sono la nostra forza”. Frasi sentite, risentite, decantate come il vino buono, ma si trasformano presto in eco di discorsi d’altri tempi, con pochi esempi concreti e molti molteplici inchini al protocollo.

L’obiettivo? Riprendere quel cammino virtuoso già partito, rilanciare il settore dopo le torrenziali crisi recenti, cavalcare l’onda di una ripresa tanto acclamata quanto fragile, e magari, chissà, riuscire a coinvolgere davvero tutti i protagonisti senza farli scomparire come fantasmi dietro un velo di formalità.

Un mare di buone intenzioni e qualche faccia nota

Non poteva mancare naturalmente l’occasione per sfoggiare i volti più noti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale, pronti a dispensare sorrisi e pacche sulle spalle, mentre il business, quello vero, continua a rodere tra norme, burocrazia e un contesto economico più instabile di un brindisi a mezzanotte in piazza.