Tumori della prostata e del rene la rivoluzione delle cure su misura che promette miracoli (o almeno ci prova)

Tumori della prostata e del rene la rivoluzione delle cure su misura che promette miracoli (o almeno ci prova)

Portare le scoperte scientifiche più avanzate direttamente dalla tazza del laboratorio al letto del paziente, come se bastasse un colpo di bacchetta magica per risolvere ogni problema. Questo è il nobile obiettivo di Controversies in Genitourinary Tumors, la fiera annuale dell’autocompiacimento scientifico che si è tenuta recentemente alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, il tempio sacro dell’oncologia italiana e internazionale.

Un festival di specialisti: oncologi, chirurghi, radioterapisti, medici nucleari, patologi molecolari e farmacologi si sono riuniti come in un grande circo per discutere di diagnosi, nuove cure e modelli assistenziali, tutto condito dalla presenza delle associazioni di pazienti, quelle che ormai devono partecipare “attivamente” ad ogni fase per dare un tocco di umanità a tanta scienza impalpabile. Un approccio multidisciplinare, perché i tumori genitourinari sono così complessi che nessuno può permettersi un pensiero solitario.

Giuseppe Procopio, il gran cerimoniere responsabile della struttura oncologica genitourinaria dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ci tiene a precisare:

“Parliamo di patologie estremamente eterogenee che richiedono competenze altamente specializzate e un lavoro di squadra. Questo congresso nasce per condividere le evidenze più rilevanti e trasferirle rapidamente nella pratica clinica, con un unico obiettivo: migliorare la cura del singolo paziente.”

Un settore che conta… letteralmente

Se non bastasse vantare un parterre da salotto accademico, i numeri ricordano che questi tumori non si fanno mancare nulla: in Italia, si stimano circa 100.000 nuove diagnosi ogni anno, un tesoretto non proprio basso. Oltre 40.000 casi riguardano la prostata, più di 30.000 le vie urinarie, e 10.000 il rene; quasi fosse un negozio di famiglia pieno zeppo di clienti affamati. Senza dimenticare le rarità esotiche come i tumori al testicolo e al pene, perché anche nel tabù ci vuole varietà.

Insomma, un settore dove i centri altamente specializzati dovrebbero essere considerati poco meno che luoghi di culto, capaci di dispensare cure personalizzate e miracoli soprattutto nei casi più ficcanti.

Innovazioni terapeutiche: tra rimborso e miracoli

E adesso, la parte più entusiasmante: le novità terapeutiche. Con le rimborsabilità AIFA entrate in vigore dal 2025, il panorama torna a tingersi di rosa. Il radioligando al lutezio per il tumore prostatico metastatico, la terapia adiuvante con pembrolizumab nel carcinoma renale e una medicina di precisione sempre più chirurgica in termini di targeting. Che dire, finalmente!

Procopio afferma con la sicurezza di chi regala speranze vendute a caro prezzo:

“Siamo in una fase di forte evoluzione, in cui nuove opzioni terapeutiche stanno diventando concretamente accessibili. Centri come il nostro hanno il compito di integrare queste innovazioni nei percorsi di cura e di promuovere reti cooperative e programmi di ricerca, soprattutto per le forme meno comuni.”

Quindi la ricetta è: innovare, integrare, collaborare. Direi che è il mantra perfetto per sentirci all’avanguardia mentre qualche paziente ancora aspetta di vedere risultati tangibili.

La partecipazione – anzi, l’attivismo – delle associazioni di pazienti

Come ciliegina sulla torta del politically correct, le associazioni di pazienti non potevano mancare: coinvolte in una tavola rotonda ad hoc per spronare quel tanto necessario dialogo umano che dovrebbe far sembrare meno fredda questa medicina da robot e protocolli. Insomma, mentre la tecnologia corre, la cultura della cura prova a tenere il passo, magari senza inciampare.

Un vero segnale che la medicina oncologica non evolve soltanto sotto il profilo dei macchinari e dei farmaci, ma – udite udite – anche nella tanto sospirata dimensione culturale. Certo, sempre che il pubblico degli spettatori arrivi a recepirlo, tra una terapia rivoluzionaria e un pacco di burocrazia da digerire.

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