Trump vuole trattare per la Groenlandia ma esclude di andare a colpi di cannonate

Trump vuole trattare per la Groenlandia ma esclude di andare a colpi di cannonate
Donald Trump ha lanciato mercoledì un invito che suona come un annuncio di asta immobiliare diplomatica: “negoziazioni immediate” con la Danimarca per discutere l’acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti. Un’idea così nuova e originale che nessuno, ovviamente, aveva mai considerato prima.

Ma per non fare lo spauracchio bellicoso da cui ci ha abituati, Trump ha dovuto chiarire, durante un discorso al Forum Economico Mondiale di Davos, in Svizzera, che questa volta non intende servirsi della forza militare. Parola di presidente. Più o meno.

Trump ha dichiarato:

“Non lo farò. Ora tutti dicono, ‘Oh, bene’. La gente pensava che avrei usato la forza. Non devo usare la forza. Non voglio usare la forza. Non userò la forza.”

Le borse, che avevano fatto un tonfo verticale il giorno prima quando le minacce militari verso la Groenlandia sembravano cosa fatta, subito si sono riprese come per magia appena il presidente ha precisato che non si toccherà l’esercito.

Ma non temete, la Groenlandia, questo splendido territorio autonomo sotto il controllo della Danimarca, amico fedele della NATO, resta un “pezzo pregiato” per la sicurezza nazionale americana. Anzi, è il peccato originale di tutta questa sceneggiata tariffaria contro otto membri NATO a proposito del contenzioso sulla Groenlandia.

Trump ha rincarato la dose con la solita ennesima minaccietta velata:

“Quindi loro hanno una scelta. Possono dire sì, e noi saremo molto grati. Oppure possono dire no, e noi ce lo ricorderemo.”

Un’offerta che sembra più la lista della spesa del più arrogante dei colonizzatori che una proposta di normale dialogo internazionale.

Un’isola di ghiaccio strategica… o forse no?

Nel suo appassionato monologo, Trump ha osato tutto: a volte ha lodato l’importanza strategica dell’Artico, altre volte ha praticamente ridicolizzato la Groenlandia definendola un “pezzo di ghiaccio”.

Se ciò non bastasse, si è anche perso più volte confondendo la Groenlandia con l’Islanda, creando un gioiello di precisione geografica degno della miglior comicità involontaria.

Il messaggio propagandistico però resta cristallino: secondo lui, né la Danimarca né tantomeno la NATO sono all’altezza di difendere la Groenlandia contro qualsivoglia minaccia nella regione.

Lo ha detto chiaro:

“La realtà è che nessuna nazione o gruppo di nazioni è in grado di assicurare la protezione della Groenlandia se non gli Stati Uniti.”

Un’affermazione che suona come il classico “vi facciamo il favore”, ma che in realtà è un’aperta sfida all’idea stessa di alleanze e cooperazione internazionale. Ma voi continuate pure a chiamarla alleanza atlantica, tanto lo sappiamo tutti che si tratta del solito circo a stelle e strisce.

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