Ecco servito l’ennesimo siparietto alla Casa Bianca: Donald Trump, il protagonista principale di questa saga infinita, si è presentato davanti ai microfoni per celebrare il primo anniversario del suo “trionfale” secondo mandato. Avete presente quando qualcuno festeggia un compleanno e si serve da solo la torta? Esattamente così.
Come da copione oramai consolidato, il calendario segnava l’ora X: un pomeriggio qualsiasi, alle 13 ora della costa est americana, con la prontezza di un orologio svizzero che però ha perso ogni attinenza con la realtà, vista l’esperienza che si stava per consumare. E se non vedete il player per seguire questa perla storica in diretta, la soluzione è semplice: ricaricate pure la pagina, che tanto la show deve andare avanti.
Con un’aura che sfiora il tragicomico, Trump si è quindi buttato a capofitto nel discorso, ricordandoci il suo secondo mandato come se fosse una boccata d’aria fresca nella stagnante routine politica statunitense. Ma chi ha voglia di approfondire i contorni di questo evento sa benissimo che qui non si tratta di celebrare politiche o strategie, ma di ammirare un fenomeno mediatico capace di trasformare qualsiasi occasione in uno spettacolo da… circo.
Come sempre, la conferenza stampa alla Casa Bianca è stata una ghiotta occasione per mostrare al mondo intero il livello di decoro istituzionale che si può aspettare da un presidente che ha fatto del caos, della polemica e dell’autoconservazione un’arte sopraffina. Perché, diciamocelo, chi ha bisogno di stabilità quando si può avere una commedia infinita servita direttamente dal proprio inquilino più chiacchierato?



