Trump diventa campione di hockey con la nazionale Usa grazie a un video AI che fa anche a botte col Canada, perché ovviamente serviva questo per convincerci

Trump diventa campione di hockey con la nazionale Usa grazie a un video AI che fa anche a botte col Canada, perché ovviamente serviva questo per convincerci
Donald Trump non si accontenta di dominare la politica mondiale, no: ora si diletta anche a diventare il re del ghiaccio, anzi del pattinaggio sul ghiaccio virtuale. Lunedì ha pubblicato su Truth un video generato dall’intelligenza artificiale in cui si vede lui che gioca a hockey con la nazionale degli Stati Uniti contro quella del Canada. Non un semplice match, ovviamente: siamo alle finali olimpiche maschili e femminili, entrambe vinte dagli Usa – eh già, un dettaglio fastidioso per i Canadesi. Trump passa il disco, segna, e come se non bastasse si lancia pure in risse con i giocatori canadesi.

Ovviamente non si tratta solo di un divertissement virtuale, ma di una sorta di sfida politica travestita da sport. Nel video, Trump ha allegato uno screenshot di un tweet dell’ex primo ministro canadese Justin Trudeau, datato febbraio 2025, quando l’ex presidente degli Stati Uniti aleggiava con minacce più o meno velate di qualche ambizione sul territorio vicino.

Justin Trudeau aveva scritto:

“Non puoi prenderti il nostro Paese e non puoi prenderti il nostro gioco.”

Un urlo di sfida, roba da film d’azione anni ’80, solo che qui siamo nel 2026 e il combattente usa non indossa muscoli ipertrofici, ma fa tutto in digitale, con l’ausilio di algoritmi. Perché niente grida, niente armi, solo un hockey virtuale con tanto di colpi proibiti e goal finti. E pensare che il vero hockey è uno sport così serio, lontano da teatrini digitali di ex presidenti stellari.

Un siparietto che mostra perfettamente come la politica internazionale stia degenerando in uno spettacolo circense, dove l’intelligenza artificiale si trasforma in arma di propaganda e i social media diventano il nuovo campo di battaglia per dimostrare muscoli – virtuali – e far parlare di sé, soprattutto quando non si ha nulla di concreto da proporre.

D’altra parte, ormai sembra che l’unica strategia politica rimasta sia quella di trasformare la diplomazia in un gioco e l’arena internazionale in un videogioco. E chissà quale sarà la prossima mossa: forse un duello di scacchi giocato da bot, o una maratona di meme per decidere l’egemonia mondiale.

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