Trump cambia cavallo: via Kristi Noem, dentro il senatore Mullin per la Sicurezza Interna Usa – incredibile ma vero

Trump cambia cavallo: via Kristi Noem, dentro il senatore Mullin per la Sicurezza Interna Usa – incredibile ma vero
Donald Trump ha deciso che basta così: via Kristi Noem dal ruolo di Segretario della Sicurezza Interna degli Stati Uniti. Al suo posto, niente meno che il senatore Markwayne Mullin. Perché? Beh, si vocifera che il buon Donald abbia perso le staffe durante l’audizione della Noem a Capitol Hill. Un autentico capriccio da presidente in cerca di un nuovo giocattolo politico.

Pare che durante questa scenata privata con alcuni leggendari repubblicani, Trump abbia messo sul tavolo la possibilità di cambiarla. Con la serietà di un re che smuove pedine sulla scacchiera, ha però esitato fra Mullin e un certo Steve Daines, perché, si sa, i nomi da scegliere devono essere all’altezza dell’epica soap opera politica.

La signora Noem, per chi dovesse dimenticarlo, era stata la paladina delle politiche più spietate di Trump sull’immigrazione. Dalla stretta dell’ICE a Minneapolis – dove, con tutta la leggerezza possibile, due americani hanno perso la vita – fino a chissà quali altre “visioni” politiche, il suo operato ha lasciato un segno. Segno che, evidentemente, Trump ha deciso di cancellare aprendo il sipario sul primo cambio ministeriale nel suo secondo mandato.

La Prima Caduta nel Secondo Atto

Fino ad oggi, il secondo mandato di Trump sembrava casto, immacolato, quasi divino nella sua stabilità. Insomma, nessun ministro era mai stato cacciato. Ma ecco che, finalmente, arriva quel fatidico momento in cui uno deve capitolare. Che sia quindi Segretario della Sicurezza Interna o solo un pedone sacrificato sull’altare delle beghe interne del partito, la sostituzione della Noem è stata la prima caduta giudicata necessaria. Chissà se le motivazioni saranno davvero quelle ufficiali, o se dietro si cela qualche nuova polemica, qualche scena di teatro politico degna di nota.

Insomma, la diplomazia non è mai stata il forte del nostro ex-presidente, e con questa mossa ribadisce che chi non canta in coro con lui rischia seriamente di essere liquidato. Ammirevole coerenza, se non fosse così tragicomica.

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