I risultati hanno sbriciolato ogni più ottimistica previsione: gli atleti italiani hanno sparato un nuovo record di medaglie ai giochi invernali, infrangendo quello che resisteva indegnamente dal lontano 1994 di Lillehammer. E, naturalmente, queste gloriose vittorie non faranno altro che alleggerire le casse del Coni, che dovrà sborsare – oh, che tragedia per la finanza pubblica – ben 6 milioni e 570mila euro lordi ai nostri eroi premiati a Milano-Cortina.
Finalmente, grazie alla mitica Legge di Bilancio 2025, per la prima volta nella storia i premi delle 30 medaglie saranno esentasse. Dimenticatevi l’ormai vecchio incubo di vedere addizionate Irpef e relative tasse: è la magnanimità dello Stato che premia i medagliati con l’esenzione fiscale. Un gesto di grande umanità, se si pensa a quanti comuni mortali invece si finanziano lo Stato col sangue delle proprie tasse.
Quanto vale una medaglia
Con un rigore che sfiora l’ossessione, il Coni ha sborsato cifre da capogiro per celebrare l’eccellenza nazionale: 180mila euro d’oro, 90mila per l’argento, 60mila per il bronzo. I veri Paperoni della squadra sono le inossidabili Federica Brignone e Francesca Lollobrigida, in cima alla classifica degli incassi con 360mila euro ciascuna. Dieci le medaglie d’oro conquistate – e una cifra complessiva da far girare la testa: 3,42 milioni euro già maturati – che però contano 19 valorosi atleti, roba da sindacato dei sei lavoratori: nello short track infatti, sono considerati vincitori anche gli staffettisti che hanno sudato nelle batterie precedenti alla finale, ben sei, e due coppie nello slittino si dividono il bottino.
I sei argenti assegnati a 13 atleti equivalgono a un esborso di 1,17 milioni, mentre i bronzi (ben 33) pesano per 1,98 milioni. Insomma, una pioggia di denaro su tutto il podio, tanto da far pensare che la vera medaglia d’oro sia per chi ha stilato queste cifre.
Il medagliere svetta la Norvegia
Come prevedibile, la Norvegia si è presa la scena con una superiorità quasi ridicola sul medagliere di Milano-Cortina. Trascinati dal fenomeno Johannes Høsflot Klæbo, che ha vinto tutte e sei le gare di sci di fondo da vero titano, hanno staccato tutti con 18 ori, 12 argenti e 11 bronzi, per un totale da mangiarsi le mani: 41 medaglie, più persino di Pechino 2022 e Pyeongchang 2018. Un vero assalto scandinavo che ha fatto scivolare in secondo piano anche i tentativi altrui di brillare.
Seconda piazza per gli Stati Uniti, che hanno messo in bacheca 33 medaglie, di cui 12 d’oro, inclusa quella più ambita nella finale di hockey maschile, vinta strenuamente in overtime contro il Canada. Un’America che ha mostrato i muscoli anche sotto la neve italiana.
L’Italia si veste di bronzo
Ben lontani dalle vette, ci troviamo noi, i padroni di casa. Un modesto bottino di 30 medaglie in totale, dieci delle quali d’oro, mai così tante in una rassegna invernale. Un esercito di 195 impavidi tra atleti e atlete, capaci di portare a casa anche 6 argenti e 14 bronzi.
Tra queste, due vere dive: Francesca Lollobrigida, che ha firmato un autentico bis d’oro sui 5.000 e sui 3.000 metri di velocità, e la quasi miracolata Federica Brignone, capace di trionfare su super G e slalom gigante meno di un anno dopo un infortunio da film horror. Applausi a scena aperta, peccato che tutto ciò non sia bastato a fare il salto di qualità atteso.
Infatti, nonostante 30 medaglie d’oro, argento e bronzo, la Italia si è dovuta accontentare della quarta posizione nel medagliere. A beffarci è stata l’inarrestabile Olanda che, con ben 10 medaglie in meno ma con un argento in più, ci ha soffiato il terzo posto nel penultimo giorno di gare grazie a due trionfi nell’affollatissimo pattinaggio di velocità mass start. Una situazione surreale, dove alla fine un bronzo di Andrea Giovannini è sembrato più un contentino che una vera gloria per i colori azzurri.
La Germania, infine, si è piazzata al quinto posto con 26 medaglie (8 ori), segno tangibile di un declino dopo aver dominato nei precedenti giochi invernali di Pechino 2022 e Pyeongchang 2018, quando mise in fila i più amari grief.



