Reato? Ovviamente omicidio colposo, per la tragica morte di Andrea Elifani, un povero quarantenne caduto nel naviglio Martesana il 2 aprile 2021 a causa del fatale cedimento di una balaustra in ferro, protagonista del famigerato “Pont de pan fiss”.
Ah, la tragedia! Il 40enne si era semplicemente appoggiato a quella meraviglia dell’ingegneria pubblica mentre chiacchierava con un amico — e voilà, la balaustra ha deciso di sbriciolarsi all’istante. Andrea è precipitato, sbattendo la testa su un pavimento di pietra dal quale non si è più ripreso, nonostante il tempestivo intervento ospedaliero.
I controlli? Naturalmente ci sono stati, anzi, ben più d’uno tra il 2018 e il 2020. Ma dovete sapere che, nonostante gli investigatori abbiano documentato un “evidente fenomeno corrosivo in svariati punti della struttura”, questa meraviglia del degrado urbano è stata trattata con la delicatezza di un elefante in una cristalleria. Nessuno, pare, ha ritenuto di dover intervenire: d’altronde chi ha tempo da perdere con una balaustra che rischia la vita delle persone?
Dall’inchiesta è emersa una splendida “paralisi della manutenzione” che non riguarda solo questa balaustra dimenticata, ma ben circa cinquecento ponti e sottopassi cittadini di competenza comunale. Una piccola rete di pericoli ambulanti, insomma.
E la sentenza, vi chiederete? È prevista per aprile, così potrete appuntarla nel calendario insieme agli altri eventi imperdibili della giustizia italiana. Nel frattempo la prossima udienza è già fissata per il 26 marzo, perché l’attesa è il sale di questo spettacolo collaterale.
Non manca il lieto fine: la compagna e i familiari di Andrea Elifani sono stati risarciti durante il procedimento. Perché, si sa, nulla può riparare alla perdita di una vita, ma almeno il conto corrente può tirare un sospiro di sollievo.



