Nel frattempo, i commercianti della zona hanno scoperto l’acqua calda e hanno deciso di mobilitarsi per chiedere quella strana creatura chiamata “sicurezza”. Hanno scritto una lettera al sindaco di Rozzano e stanno impiegando energie colossali per raccogliere firme, circa 300 al momento, che, chissà, forse riusciranno a risolvere il problema dell’abbandono e della paura che regna sovrana in questo piccolo angolo di paradiso criminale.
Non si tratta di un caso isolato, ovviamente. Residenti e commercianti lamentano rapine e aggressioni che si ripetono come una triste sinfonia terribilmente monotona.Il marito della vittima ci racconta la puntata precedente di questa soap criminale: il 16 marzo, sempre nello stesso parcheggio, sempre in pieno stile “appostati per il colpo”, una rapina così fulminea che pareva un’esercitazione da manuale. Con un martelletto, perché si sa, quando vuoi rubare la borsa a qualcuno, il martelletto è l’unico strumento degno di nota. Naturalmente, è stata presentata denuncia. Perché, come tutti sappiamo, una denuncia risolve tutto nel paese della giustizia efficiente.
I residenti, esasperati, credono che la loro vita sia diventata una commedia nera senza il lieto fine. Uscire dal lavoro, salire in macchina, o semplicemente muoversi negli orari “sicuri” ormai è un esercizio di coraggio e paranoia. Che meraviglia vivere in un contesto dove la “sicurezza” è un miraggio, e la paura è l’unica compagna fedele.



