Trasporti in Lombardia: ecco i 20 treni nuovi e mille bus ecologici che dovrebbero salvare tutto secondo la Regione

Trasporti in Lombardia: ecco i 20 treni nuovi e mille bus ecologici che dovrebbero salvare tutto secondo la Regione

La fantastica Giunta regionale ha detto «facciamo faville» e ha sfornato una delibera da ben 127 milioni di euro per rinnovare la flotta dei treni. Nella gloriosa Lombardia arriveranno 12 sontuosi treni «Caravaggio» con tanto di allestimento aeroportuale – perché viaggiare senza lusso ormai non si può più – e otto «Donizetti», che fanno molto cultura italiana da consumare in viaggio. Per la linea Brescia-Edolo, attenzione: 14 treni a idrogeno, il futuro è qui, o almeno così vogliono farci credere. Questa meraviglia l’hanno annunciata il mitico governatore Attilio Fontana e l’assessore ai Trasporti, quel fine stratega Franco Lucente, durante un convegno trionfale dal titolo «La mobilità in Lombardia», nel quale hanno fatto i conti di questi tre anni gloriosi spesi a migliorare il nostro sistema di trasporti – o almeno a provarci.

Fontana ha spiegato – come se non fosse ovvio – che le infrastrutture sono una specie di motore del territorio, perché senza treni nuovi che senso ha? Ovviamente, la Lombardia deve continuare a migliorare la qualità dei trasporti. Giusto per dare un tocco di pepe, ha celebrato le Olimpiadi come un miracolo gestionale, dove il trasporto su rotaia da qualche parte ha aumentato i passeggeri di ben 300mila unità rispetto a una normale giornata: roba da far brillare gli occhi. Sulla linea Milano-Valtellina invece, boom clamoroso di 480mila passeggeri in più, tutto senza intoppi, malfunzionamenti o ritardi degni di nota. Incredibile, soprattutto se si pensa che non stiamo parlando di un’utopia ma della realtà durante i giochi.

Durante i giorni da record di quelle settimane olimpiche, si sono registrati quasi 14 milioni di viaggi sulla rete Trenord, con un incremento del 10% sulla norma, ovvero molto più treni e passeggeri con uno sforzo, a quanto pare, quasi indolore.

Lucente ha spudoratamente sottolineato:

“Sulla Milano-Valtellina c’è stato un treno ogni 30 minuti, praticamente un servizio quasi ininterrotto dalle 4 del mattino alle 3 di notte, con 483.000 passeggeri, il 64% in più rispetto alla consuetudine. Anche le linee suburbane di Milano hanno retto con 6 milioni di viaggiatori, un aumento del 15% gestito con abilità.”

Una flotta da far invidia agli amanti del vintage

L’obiettivo dichiarato dalla Giunta è stato quello di ringiovanire il parco mezzi. Obiettivo centrato, dichiara con orgoglio Lucente, che finalmente ha fatto scendere l’età media della flotta lombarda da una dolorosa media di 18-22 anni a «giovani» 12 anni. Incredibile, considerando che ci sono voluti 1,7 miliardi di euro di investimento per mettere su strada, anzi sui binari, 214 nuovi treni. Aria di rivoluzione, non c’è che dire.

Più bus green, perché stare fermi è proprio fuori moda

Ma gli sforzi non finiscono sui binari, no no. Dal 2023 lo stanziamento è arrivato a circa 3,2 miliardi di euro dedicati al Trasporto Pubblico Locale, spalmati su una galassia di servizi che vanno dal rinnovo del parco autobus (never mind le cassette di legno che abbiamo avuto fino a ieri) alle manutenzioni straordinarie, passando per gli interventi per gli impianti a fune e persino i servizi di navigazione. Insomma, tutto un cocktail variegato di soldi ben spesi – o quasi.

Ultima grande promessa, da qui al 2026 arriveranno 1.070 nuovi bus green sparsi nei sei bacini lombardi: un esercito verde che dovrebbe rivoluzionare la mobilità su gomma, o almeno tenere fedelmente il ritmo dell’aria pulita.

Area metropolitana allargata: la nuova fantasia della mobilità senza confini

Al convegno s’è fatto vedere anche Geronimo La Russa, presidente dell’ACI, una sorta di esperto di sogni metropolitani. Lui ha rilanciato la solita idea di mandare in pensione l’ormai superata mentalità localista e campanilistica nella gestione della mobilità. Perché, dice, è ora di smetterla di pensare alle infrastrutture come a un gioco a somma zero tra Comuni e Regioni, tipo «il mio territorio prima di tutto, il resto può attendere».

La proposta è chiara e rivoluzionaria: basterebbe un po’ di collaborazione, un’attenta pianificazione da vero statista per trasformare Milano e Lombardia in un’area metropolitana veramente allargata. Interconnessioni tra treni e strade senza penalizzazioni per gli sventurati pendolari su gomma, quelli che invece di volare su rotaia si devono sorbire code e traffico chilometrico. Il sogno proibito? Forse, ma intanto lo si paventa come nuova Bibbia della mobilità.

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