Che sorpresa, i tifosi hanno deciso di disertare lo stadio ma si sono ritrovati in 400 – senza ultras, beninteso – fuori dalla storica casa granata, il Filadelfia. Dopo quattro mesi di porte chiuse, finalmente il dirigente D’Aversa ha aperto lo spazio sacro al popolo granata, e guarda un po’, in meno di tre settimane dall’arrivo, trasformando la rabbia in applausi. Certo, la stima per il patron Cairo resta quella che è – una miscela di amore, odio e rassegnazione – ma almeno i primi risultati contribuirebbero a calmare le acque.
Vlasic e i suoi compagni si sono beccati un bis di applausi dopo quelli al Grande Torino, grazie alla vittoria sul Parma. Un successo che è – guarda un po’ – un altro piccolissimo passo verso la riconciliazione tra squadra e una piazza tanto provata quanto paziente. Ora l’attenzione è tutta per sabato, quando i ragazzi di D’Aversa dovranno andare a far visita al Milan a San Siro, un teatro sempre affascinante per chi ama le sfide… o le disfatte memorabili.
C’erano anche ospiti illustri al primo allenamento settimanale: l’ex allenatore granata Giampiero Ventura, il miglior investitore di momenti epici nella storia di vent’anni di presidenza di Cairo, si è piazzato a bordo campo. Ovviamente non era solo, in ottima compagnia con l’amico ex direttore sportivo Petrachi, tornato in pompa magna da dicembre dopo il tragicomico esonero di Vagnati. A fare da spalla tecnica, il sempre pimpante ex calciatore Emiliano Moretti.
Per quanto riguarda il campo, niente di sconvolgente: Aboukhlal resta in modalità “allenamento differenziato” dopo la classica contusione al ginocchio – perché senza infortuni non sarebbe Torino, ovvio –, mentre Anjorin ha preso un giustificato giorno di permesso per porgere l’ultimo saluto alla nonna. La squadra, insomma, va avanti come può, tra applausi e qualche lacrima.



