Torino si illude: Leonardo promette un caccia stealth Gcap pronto per il 2028, ma dubbi e scetticismo volano alto

Torino si illude: Leonardo promette un caccia stealth Gcap pronto per il 2028, ma dubbi e scetticismo volano alto

È ufficiale: il futuro della nostra supremazia militare passerà da Torino. Con grande clamore e investimenti milionari, il nuovo velivolo stealth – quel gioiellino quasi invisibile ai radar, ma visibilmente costoso – sarà prodotto dalla nostra gloriosa Leonardo. Come ciliegina sulla torta, fa parte del Global Combat Air Programme (Gcap), quel progetto internazionale che vede in gara Italia, Regno Unito e Giappone per dar vita a un aereo da combattimento di nuova generazione. Ovvero, quello che sollazzerà gli appassionati sostituendo gradualmente il glorioso, ma ormai vintage, Eurofighter europeo.

E se vi state chiedendo quanto costerà questa meraviglia della tecnologia, prendete un bel respiro: oltre 780 milioni di euro! Ma niente paura, Leonardo ci rassicura con una nota perfettamente studiata: per Torino e il Piemonte sarà come mettere in moto un domino fatto di grandi imprese, piccole e medie aziende, università e centri di ricerca. Insomma, un’esplosione di posti di lavoro qualificati e competenze nuove di zecca. Nulla di troppo originale: l’ennesima promessa che fa felice la pubblicità, ma che vedremo nel dettaglio quanto si tradurrà in realtà concreta.

Il comunicato continua come un mantra: «In continuità con l’Eurofighter, il programma consolida il ruolo del Piemonte come polo strategico per l’aeronautica e la sovranità tecnologica futura». Meno male, perché senza questa continuità, chissà, il Piemonte sarebbe rimasto solo uno dei tanti poli tecnologici europei dal nome altisonante ma dai risultati ancora fumosi.

Un’Alleanza Multinazionale di Sogni e Milioni

Il famigerato Gcap è la nuova frontiera di quel marchingegno che definiremmo “cooperazione internazionale tra paesi che devono far vedere al mondo quanto sappiano lavorare insieme” – o meglio, tra Italia, Regno Unito e Giappone. Promettono, parafrasando, di mettere in orbita entro il 2035 un sistema di combattimento aereo che farà invidia a Hollywood, con droni, intelligenza artificiale e tecnologia stealth. Il tutto senza una singola esitazione sulla spesa e sulle tempistiche.

Diamoci appuntamento nel 2028, quand’è previsto il primo decollo dimostrativo proprio da Torino. Poi, si dichiarano i voli operativi per il 2035. Così, giusto per far capire che tutto scorre armoniosamente secondo programma, come se non fosse una sfida tecnologica e politica tra giganti.

I campioni del business e della tecnologia? Per l’Italia c’è, manco a dirlo, Leonardo. Per il Regno Unito ci pensa Bae Systems, mentre la parte nipponica è in mano alla giapponese Jaiec. Insomma, un cocktail internazionale che promette scintille, tutto organizzato sotto l’egida di Edgewing, fortunato detentore del contratto. Vi starete chiedendo come hanno fatto a mettere in piedi un’operazione così rapida e senza intoppi.

L’amministratore delegato Marco Zoff ci illumina con la sua saggezza:

«La rapidità con cui Edgewing e l’Agenzia Gcap hanno aumentato la propria operatività è stata resa possibile dal nostro obiettivo condiviso e dalla forza della collaborazione.»

Quindi, tutto merito di una collaborazione così dirompente e condivisa da far impallidire persino i più ottimisti cronisti degli accordi internazionali, quei classici amori che nascono attorno a milardi di euro e dove tutti, chi più chi meno, vogliono dire la loro. Per ora si canta vittoria: speriamo che nel 2035 saremo ancora qui a raccontarvelo, e non dobbiamo accontentarci di un volo simulato su un simulatore supercostoso.

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